5 giugno 2009 / 11:35 / 8 anni fa

Pesticidi nel piatto in aumento, accusa Legambiente

<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Marcelo del Pozo (SPAIN)</p>

di Daniele Mari

ROMA (Reuters) - I miglioramenti nel campo della lotta ai pesticidi nei prodotti ortofrutticoli e derivati sembrano essere un lontano ricordo, secondo il rapporto annuale di Legambiente sui residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati in Italia, “Pesticidi nel piatto 2009”, presentato stamani a Roma.

L‘edizione del 2009 di questo rapporto, basato sui dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici, mostra infatti risultati stabili se non peggiori del 2008.

Ma i risultati dell‘indagine dell‘associazione ecologista sono contestati da Agrofarma, il cartello delle imprese che producono farmaci usati in agricoltura.

Complessivamente le analisi svolte dai laboratori pubblici provinciali e regionali hanno preso in esame 8.764 campioni, di cui 109 sono risultati irregolari, pari all‘1,2% del totale, in leggero aumento rispetto al 2008, mentre su 2.410 campioni è stata rilevata la presenza di uno o più residui.

La frutta si conferma quale categoria “più inquinata”, secondo Legambiente, con un aumento rispetto all‘anno scorso delle irregolarità. Su 3.507 campioni di frutta, 81, ovvero il 2,3%, sono irregolari con residui al di sopra dei limiti di legge. Questi dati confermano il peggioramento rispetto all‘anno scorso, con un incremento di residui pari allo 0,7%. Solo il 53,8% della frutta che viene consumata dagli italiani è priva di residui chimici.

“Gli ultimi dati Istat ci dicono che già nel 2007 la quantità totale dei fitosanitari distribuiti per uso agricolo in Italia era aumentata del 3% rispetto al 2006”, ha spiegato Rosella Muroni, direttrice generale di Legambiente, durante la conferenza stampa di presentazione. “Un dato preoccupante, questo, perché dimostra come lo sforzo sinora sostenuto dall‘agricoltura italiana per offrire ai consumatori prodotti sempre più sani e per ridurre l‘inquinamento abbia subito uno stop”.

Nella classifica dei frutti maggiormente contaminati, le mele si aggiudicano questo poco invidiabile primato. Preoccupante anche il dato relativo agli agrumi.

“Siamo preoccupati per l‘inversione di tendenza dei risultati delle analisi sui campioni esaminati”, ha dichiarato Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del cittadino. “Ci auguriamo che non ci sia un allentamento dell‘attenzione da parte delle aziende agricole sull‘uso delle sostanza chimiche”.

Una preoccupazione che si rivolge soprattutto ai bambini. I limiti di legge sui residui di pesticidi su prodotti ortofrutticoli sono basati su un organismo di un maschio adulto. Ma alcuni studi hanno rilevato come un organismo in fase di sviluppo sia particolarmente sensibile agli agenti tossici che interferiscono con l‘azione fisiologica degli ormoni.

In generale, i primi risultati sembrano confermare che l‘esposizione durante la gravidanza a questi pesticidi abbia effetti significativi sui bambini, quali ad esempio la riduzione della circonferenza cranica e del peso corporeo alla nascita, nonché effetti sullo sviluppo neurologico.

Nel pomeriggio è arrivata la risposta al rapporto presentato da Legambiente da parte di Agrofarma-Federchimica, l‘Associazione nazionale imprese agrofarmaci. Nel comunicato, l‘associazione afferma che le mele e gli agrumi, punti dolenti secondo Legambiente, sono assolutamente sicuri e che il trend riguardante la riduzione dei residui di pesticidi nei prodotti ortofrutticoli è positivo, e non negativo come sostenuto nel rapporto.

“L‘ultimo rapporto ufficiale del Ministero del Welfare conferma che il 66,7% di frutta e verdura è totalmente privo di residui mentre il 32,2% presenta tracce sotto il limite di pericolosità. Solo l‘1,1%, una delle percentuali più basse degli ultimi anni, presenta tracce sopra la soglia di legge, una soglia stabilita ”per difetto“ dalla comunità scientifica”, si legge nel comunicato.

Anche per quanto riguarda l‘uso di agrofarmaci, i dati diffusi da Legambiente non trovano d‘accordo Agrofarma, che cita dati Istat.

“Dal 1997 al 2007 i prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo diminuiscono dell‘8,2%”. Legambiente, invece, ha parlato di un aumento del 3% riscontrato nel 2007, rispetto all‘anno precedente.

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