28 maggio 2009 / 17:58 / 8 anni fa

Crisi, per Onu quest'anno 210-239 milioni di disoccupati

diJonathan Lynn

GINEVRA (Reuters) - Il numero di disoccupati nel mondo salirà quest‘anno probabilmente a 210-239 milioni, mentre il quadro di previsione economica continua a peggiorare nella crisi finanziaria: lo ha reso noto oggi l‘Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil), un‘agenzia delle Nazioni Unite.

Con 45 milioni di persone che si affacciano ogni anno per la prima volta sul mercato del lavoro, il 2009 registrerà la peggiore performance globale in termini di creazione di posti di lavoro, dice l‘Oil.

Il numero mondiale di disoccupati è salito dai 180 del 2007 ai 189 del 2008, mostrano i dati dell‘agenzia.

La previsione indica un tasso di disoccupazione globale del 6,5-7,4%, dice l‘Oil in un aggiornamento del proprio Global Employment Trends, rispetto al 6,3-7,1% dell‘ultima stima di marzo e il 5,9% del 2008.

A seconda dei diversi scenari, rispetto al 2007, prima della crisi cioè, ci sarebbero tra i 37 milioni e i 59 milioni di persone senza lavoro in più.

Uno scenario più favorevole che indica un aumento di soli 29 milioni di disoccupati sembra abbastanza improbabile, spiega l‘Oil.

“Stiamo assistendo a un aumento senza precedenti nella disoccupazione e nel numero di lavoratori che rischiano di diventare poveri quest‘anno nel mondo”, ha detto in una dichiarazione il direttore generale dell‘agenzia, Juan Somavia. “Ciò è causa di una grave preoccupazione”.

L‘ultima stima è basata sulla previsione di una contrazione dell‘1,3% della crescita mondiale elaborata dal Fondo Monetario Internazionale nell‘outlook di aprile, aggiornata col le statistiche nazionali all‘inizio di maggio.

Somavia ha segnalato che alcuni Paesi hanno adottato pacchetti di incentivi per mitigare gli effetti della crisi, mentre molti esperti hanno previsto una ripresa per il 2010. Ma in una conferenza stampa ha detto che è importante che i governi adottino politiche che garantiscano che l‘intervallo di tempo tra creazione di nuovi posti e ritorno alla crescita non sia troppo ampio.

“Sulla base dell‘esperienza delle passate crisi, sappiamo che la disoccupazione ritorna ai livelli pre-crisi a un tasso lento e irregolare, e in media possono volerci 4-5 anni dopo l‘inizio della ripresa economica perché si recuperino i livelli pre-crisi”.

Le economie sviluppate, tra cui l‘Unione europea, soffriranno probabilmente del 35-40% dell‘aumento globale della disoccupazione quest‘anno, nonostante rappresentino meno del 16% della forza lavoro globale, dice l‘Oil.

L‘Europa dell‘Est, esclusi i membri Ue, e l‘ex Unione Sovietica registreranno le più forti revisioni verso il basso della crescita e potrebbero avere un aumento del 35% della disoccupazione nel 2009.

Gli aumenti del numero di disoccupati saranno meno marcati in Asia orientale e meridionale, dove molte persone comunque sono a rischio di “impiego vulnerabile”, lavorando con bassi salari.

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