25 maggio 2009 / 10:31 / tra 9 anni

Energia solare: entro 2050 potrebbe svilupparsi nei deserti

di Alister Doyle

<p>Immagine d'archivio di una centrale ad energia solare. To match feature ENERGY-SOLAR/HYBRID REUTERS/Baz Ratner (ISRAEL)</p>

PARIGI (Reuters) - Le centrali a energia solare nei deserti che utilizzano specchi per concentrare i raggi del sole hanno il potenziale per generare fino a un quarto dell‘elettricità mondiale entro il 2050. Lo afferma oggi un rapporto pubblicato da una serie di associazioni e comitati favorevoli all‘uso dell‘energia solare.

Lo studio, condotto da Greenpeace, dall‘Associazione europea per l‘elettricità solare e termica (ESTELA) e dal gruppo SolarPACES dell‘Agenzia Internazionale per l‘Energia (IEA) dice che gli enormi investimenti necessari creerebbero anche posti di lavoro e contribuirebbero alla lotta al cambiamento climatico.

“Le centrali a energia elettrica sono la prossima tappa importante nelle energie rinnovabili”, spiega Sven Teske, di Greenpeace International, che è anche coautore del rapporto. La tecnologia è adatta alle regioni calde e senza presenza di nuvole, come il Sahara o il Medio Oriente.

Il rapporto di 28 pagine dice che gli investimenti nelle centrali CSP (concentrazione di energia solare) supereranno quest‘anno i 2 miliardi di euro nel mondo, con le installazioni più grandi costruite nella Spagna meridionale e in California.

“Concentrare l‘energia solare potrebbe consentire di assicurare il 7% dell‘energia che si prevede occorra a livello mondiale nel 2030 e un quarto entro il 2050”, dice il rapporto presentando lo scenario più ottimistico.

L‘ipotesi assunta è quella di un incremento record negli investimenti, fino a 21 miliardi di euro l‘anno entro il 2015 e 174 miliardi l‘anno entro il 2050, creando centinaia di migliaia di posti di lavoro. Nell‘ambito di questo scenario le centrali solari avrebbero una capacità di 1.500 gigawatt entro il 2050.

E’ una stima molto più ottimistica delle proiezioni secondo i parametri attuali della IEA, che fornisce consulenza ai paesi ricchi. L‘agenzia indica che “entro il 2050 la penetrazione dell‘energia solare non sarebbe più elevata dello 0,2% globalmente”.

Il Sistema CSP impiega file composte da centinaia di specchi o lenti per concentrare i raggi del sole per raggiungere temperature tra i 400 e i 1.000 gradi fornendo energia per gestire una centrale elettrica.

Si tratta di un sistema diverso da quello fotovoltaico, che trasforma i raggi solari direttamente in elettricità nei pannelli e produce potenza anche nei giorni in cui il cielo è coperto. Il CSP funziona solo in condizioni di cielo assolato.

Il rapporto dice che il prezzo di produzione oscilla tra gli 0,15 e i 0,23 euro per chilowattora - più dei carburanti fossili e di molte energie rinnovabili - e diminuirà a 0,10-0,14 euro entro il 2020. Prezzi di vendita garantiti servono a sollecitare investimenti, spiega lo studio.

Alla fine del 2008, le installazioni CSP producevano appena 430 megawatt.

“Gli impianti CSP possono assicurare forniture affidabili di energia a scala industriale in tempi brevi grazie alle tecnologie di stoccaggio e a operazioni ibride all‘interno della centrale elettrica”, spiega José Nebrera, presidente di ESTELA.

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