22 maggio 2009 / 10:15 / 8 anni fa

Anniversario Germania, dopo 60 anni si riscopre patriottica

di Madeline Chambers

<p>Immagine d'archivio di una bandiera tedesca. REUTERS/Mick Tsikas (AUSTRALIA)</p>

BERLINO (Reuters) - Dopo 60 anni segnati dal ricordo del nazismo, i tedeschi stanno riscoprendo un senso di patriottismo e non si vergognano più di sventolare la loro bandiera e di cantare l‘inno nazionale.

Stanno anche pensando di reintrodurre la medaglia al coraggio -- impensabile fino a dieci anni fa in un paese che ha respinto il militarismo e ha virato decisamente verso il pacifismo.

La rinnovata fiducia non aggressiva, evidente anche in una più decisa politica estera, si sta manifestando durante le celebrazioni per i 60 anni della Germania come democrazia e i 20 anni dalla caduta del muro di Berlino.

“L‘anima tedesca, ferita e screditata dall‘epoca nazista, è stata per gran parte guarita”, ha detto Eugen Buss, professore di sociologia all‘Università di Hohenheim.

“Stiamo riscontrando una normalizzazione”, ha detto il professore a Reuters. Buss è stato consulente per un recente studio sull‘identità della Germania, pubblicato prima delle celebrazioni per il 60esimo compleanno della costituzione, che prevedono anche feste in strada ed eventi pubblici.

Lo studio, condotto dall‘Identity Foundation di Dusseldorf, ha mostrato come il doppio dei tedeschi, rispetto ad otto anni fa, siano “molto fieri” di essere tedeschi. Quasi il 73% degli intervistati ha detto che i cittadini dovrebbero mostrare più fierezza per il fatto di essere tedeschi.

L‘esperienza derivata dall‘istituzione della democrazia e dalla crescita economia ha insegnato, tanto ai tedeschi dell‘ovest quanto a quelli dell‘ovest, che hanno il diritto di provare altri tipi di sentimenti che non siano la vergogna, per quanto riguarda il proprio passato.

Questa riscoperta patriottica si è mostrata, in particolare, durante i Mondiali di calcio del 2006, nel corso dei quali i tifosi sugli spalti cantavano l‘inno nazionale, sfoggiando bandiere tatuate sul volto e cappelli con i colori della Germania.

Le generazioni più giovani sembrano essere particolarmente rilassate rispetto a questo tema.

“Non mi vergogno assolutamente di essere tedesca, forse questo problema può riguardare i miei genitori o i miei nonni, che hanno vissuto a ridosso dell‘epoca nazista”, ha detto Nina Krause, una studentessa 14enne in visita al German Historical Museum di Berlino.

“Per me essere tedesca significa poter avere un buon futuro”, ha detto la ragazza.

Il museo, che attrae 50 mila visitatori al mese, ha aperto solo tre anni fa la sua mostra permanente sulla storia della Germania.

Storia che comincia nel 9 a.C con la battaglia della Foresta di Teutoburgo, dove le tribù teutoniche sconfissero i Romani, consolidando così il Reno come confine dell‘Impero.

La mostra include anche una maschera della cavalleria, proprio relativa alla battaglia di Teutoburgo, un mappamondo gigante che si trovava nell‘ufficio di Hitler -- con un foro di proiettile all‘altezza della Germania, forse provocato da un soldato sovietico -- e un pezzo del muro di Berlino.

L‘attrazione più popolare della mostra, secondo il direttore del museo Hans Ottomeyer, è un‘enorme mappa dell‘Europa che mostra i cambiamenti nei confini continentali nell‘arco di 2 mila anni.

Dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e la consapevolezza che milioni di tedeschi avevano partecipato o erano a conoscenza delle atrocità naziste, un comune senso di vergogna ha pervaso i tedeschi per decenni.

L‘ex presidente della Germania Ovest Gustav Heinemann rese evidente questa incapacità dei tedeschi di provare un forte sentimento patriottico, quando pronunciò questa frase nel 1969: “Io non amo lo stato, amo mia moglie”.

La divisione postbellica in zone di occupazione militare, fatta con l‘intento di smorzare sul nascere eventuali nuove ambizioni espansionistiche, e l‘insistenza degli Alleati nel far approvare la costituzione della Germania dell‘Ovest nel 1949, era proprio un avvertimento nei confronti paese a non mostrare eccessivamente i muscoli.

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