20 maggio 2009 / 07:39 / 9 anni fa

Myanmar apre processo Suu Kyi a diplomatici e media

di Aung Hla Tun

<p>Manifestanti della Lega nazionale di Myanmar chiedono la liberazione di Aung San Suu Kyi davanti all'ambasciata di Myanmar a Seoul. REUTERS/Jo Yong-Hak</p>

YANGON (Reuters) - La giunta militare che governa il Myanmar ha aperto oggi il processo in carcere alla leader dell‘opposizione Aung San Suu Kyi a diplomatici e giornalisti in un apparente sforzo di placare l‘indignazione internazionale sul caso.

Suu Kyi, premio Nobel per la Pace, è sembrata in buona salute e fiduciosa durante i 45 minuti di udienza, a cui hanno assistito circa 30 diplomatici e un gruppo di giornalisti birmani, nella terza giornata del processo che ha luogo nel noto carcere centrale di Insein, a Yangon.

La 63enne, che i suoi sostenitori hanno soprannominato “The Lady”, rischia fino a cinque anni di carcere se verrà riconosciuta colpevole di aver violato i termini degli arresti domiciliari. “Vi ringrazio molto per la vostra presenza e il vostro supporto”, ha detto ai diplomatici dopo l‘udienza Suu Kyi, vestita con una camicetta rosa e una gonna marrone.

“Spero di rivedervi in tempi migliori”, ha aggiunto sorridendo, prima che agenti della polizia la scortassero fuori dal tribunale.

Più tardi dovrebbe incontrare in privato diplomatici russi, tailandesi e di Singapore. Non è chiaro se il processo sarà aperto anche domani.

Il caso di Suu Kyi, accusata di aver violato gli arresti domiciliari dopo che un americano non invitato era arrivato a nuoto alla sua casa sul lago due settimane fa, ha innescato proteste dell‘occidente e minacce di nuove sanzioni contro il regime.

Persino i paesi vicini del Myanmar, solitamente arrendevoli, hanno rimproverato la giunta militare.

L‘Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (Asean), basata sul principio della non interferenza, ha dichiarato che il processo ha messo a rischio “l‘onore e la credibilità” del Myanmar, suo membro.

E’ improbabile dunque che il gesto di apertura e trasparenza di oggi riesca a placare la polemica su un processo basato su quelle che molti vedono come accuse inventate per tenere la diplomatica Suu Kyi prigioniera fino a dopo le elezioni del 2010. Mark Canning, ambasciatore britannico in Myanmar, ha detto di aver visto scarse prove della giustizia del processo in corso.

”C’è tutta l‘attrezzatura di un tribunale, ha detto alla Bbc. “I giudici, l‘accusa, la difesa. C’è tutto quanto, ma io credo che questa sia una storia il cui finale è già scritto”.

“Sembra che vogliano migliorare l‘immagine del processo permettendoci di essere là”, ha detto un diplomatico asiatico.

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