12 maggio 2009 / 11:46 / 8 anni fa

Iran, reporter Usa scarcerata dice che si riposerà in famiglia

<p>La giornalista irano-americana Roxana Saberi. REUTERS/Morteza Nikoubazl (IRAN POLITICS IMAGES OF THE DAY MEDIA)</p>

Di Hossein Jaseb

TEHERAN (Reuters) - La giornalista irano-americana Roxana Saberi, libera dopo più di tre mesi trascorsi in una prigione in Iran, ha dichiarato oggi di voler riposare e stare con la sua famiglia, subito dopo essere stata scagionata dall‘accusa di spionaggio per conto degli Usa.

La donna 32enne, che secondo quanto affermato dal padre ha fatto uno sciopero della fame di due settimane in cella, è apparsa oggi in pubblico per la prima volta dopo la riduzione della condanna da otto anni a due con sospensione condizionale per cinque anni.

Reza Saberi, padre della giornalista, ha detto che la figlia aveva rilasciato alcune “dichiarazioni sotto pressione”, dichiarandosi colpevole per poi ritrattare, una marcia indietro accolta dalla corte d‘appello.

Anche se visibilmente dimagrita, la Saberi è sembrata più rilassata e riposata rispetto a domenica, quando si è presentata dinanzi alla corte di Teheran per ascoltare il verdetto sul suo ricorso contro la condanna del 18 aprile. Il giorno dopo, la giornalista è stata rilasciata.

“Sono molto contenta di essere di nuovo libera e di essere nuovamente con i miei genitori”, ha detto una sorridente Saberi, che indossava un foulard blu, ai giornalisti che la attendevano fuori dal suo appartamento

“Ringrazio tutte le persone nel mondo che, conoscendomi o anche non conoscendomi, si sono date da fare per la mia scarcerazione. Ora voglio solo stare con la mia famiglia, i miei amici e riposare un po’”, ha detto la ex Miss North Dakota.

“ACCESSO AI DOCUMENTI”

Reza Saberi, che si è stabilito negli Stati Uniti negli anni ‘70 ma ha fatto ritorno in Iran per seguire il caso della figlia, ha detto che la sua famiglia lascerà Teheran ma non ha specificato quando.

“Ieri sera Roxana ha mangiato e dormito un po’. Certo la prigione non è piacevole per nessuno”. Il padre della giornalista ha parlato di pressioni psicologiche subite dalla figlia in prigione.

“Ha avuto tante pressioni in prigione, come ha detto lei stessa. Nessun abuso fisico, ma il solo essere rinchiusa in una stanza, senza poter fare nulla di quello che faceva prima, è stato duro per lei. Ma ora è felice di essere libera”, ha detto Saberi alla National Public Radio, annunciando il ritorno della famiglia nella loro abitazione a Fargo, in North Dakota.

Saberi ha anche detto che la figlia potrebbe legalmente tornare in Iran ma “è improbabile che lo faccia. Lavorerà negli Usa o altrove. Non può svolgere il lavoro di giornalista in Iran per i prossimi cinque anni”.

L‘avvocato della giornalista ha giudicato la decisione della corte d‘appello “molto giusta”, ammettendo che la reporter 32enne “ha commesso un errore, entrando in possesso di documenti che non avrebbe dovuto vedere. Ma -- ha precisato il legale -- non c’è stato nessun passaggio di informazioni riservate”.

Un altro membro del team difensivo ha detto all‘agenzia stampa Isna che la Saberi è stata assolta dal reato di spionaggio ma è stata giudicata colpevole di aver scattato foto e girato dei video in luoghi dove questo non era permesso.

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