23 aprile 2009 / 11:20 / 9 anni fa

G8 Ambiente discute avvio negoziati Copenhagen

di Massimiliano Di Giorgio e Daniel Flynn

<p>Il commissario europeo per l'Ambiente Stavros Dimas in una conferenza stampa a Bruxelles. REUTERS/Sebastien Pirlet</p>

SIRACUSA (Reuters) - Oggi è il giorno della politica, al G8 Ambiente di Siracusa, dove a differenza di ieri le due sedute si tengono a porte chiuse, mentre i ministri dei Grandi Otto e di altri 13 paesi - in gran parte economie emergenti - discutono di come facilitare i negoziati in vista di un nuovo accordo internazionale per la riduzione delle emissioni a effetto serra.

Mentre gli esperti sono al lavoro per definire gli ultimi dettagli della “Carta di Siracusa della Biodiversità”, è improbabile che il vertice di oggi si concluda con un accordo sul cambiamento climatico o anche sulle tecnologie per la riduzione del carbonio.

Il commissario europeo all‘Ambiente Stavros Dimas - presente a Siracusa - ha detto oggi che dal vertice deve venire “un forte messaggio al summit della Maddalena”, dove si terrà una sessione speciale del G8 dei capi di Stato e di governo dedicata alla lotta al riscaldamento globale.

Per il ministro danese dell‘energia e del clima Connie Hedegaard, anche senza produrre un accordo formale, il vertice rappresenta comunque un‘importante opportunità di dialogo internazionale verso Copenhagen, dove a dicembre si terrà il Cop 15, con l‘obiettivo di varare dal 2012 un nuovo Patto per ridurre le emissioni di GHG (gas a effetto serra).

Il documento sulla biodiversità chiamerà a un nuovo impegno internazionale per arrestare la scomparsa di specie viventi e la distruzione degli ecosistemi, dopo che gli obiettivi contenuti nel “2010 Biodiversity Target” sembrano oggi difficilmente raggiungibili.

Gli ambientalisti sperano che nella Carta siracusana, che sostiene l‘importanza della salvaguardia della diversità biologica, il tema della biodiversità venga collegato a quello del cambiamento climatico e della necessità di un‘economia sostenibile.

“SIRACUSA IMPORTANTE PER IL DIALOGO”

Ma è soprattutto sulla sessione dedicata al “climate change” che si appuntano le attenzioni. Alla riunione pomeridiana parteciperà infatti anche Lisa Jackson, la direttrice dell‘Ente per la Protezione dell‘Ambiente (Epa) statunitense, cioè la più alta autorità del governo americano sulle questioni ambientali.

Nei giorni scorsi l‘Epa ha riconosciuto ufficialmente i gas a effetto serra come un pericolo per la salute umana, aprendo la strada a una regolamentazione delle emissioni di Co2 e degli altri gas responsabili del riscaldamento globale. E ora l‘attesa è che gli Stati Uniti, con una svolta completa rispetto all‘amministrazione Bush, partecipino ai negoziati internazionali assumendo impegni precisi e spingendo anche le grandi economie emergenti (in particolare Cina e India) a fare altrettanto.

Il commissario europeo Dimas ha detto di aspettarsi che gli Usa adottino misure interne di riduzione delle emissioni a effetto serra già prima dell‘appuntamento di Copenhagen, e il ministro ceco dell‘ambiente Martin Bursik - il cui paese ha la presidenza d turno dell‘Unione europea - ha spiegato che il presidente statunitense Barack Obama gli ha riferito personalmente di essere favorevole all‘estensione mondiale del sistema del “cap and trade”, cioè del mercato delle emissioni GHG già adottato dalla Ue.

Una posizione, ha detto Bursik, “che ci aiuterà a coinvolgere Cina e India”.

Per la danese Hedegaard, il risultato più importante del vertice siciliano non potrà essere misurato con l‘approvazione di un documento o con l‘assunzione di un impegno preciso, ma sarà la capacità di “dialogo” nel “processo” verso il summit di Copenhagen, che prevede l‘importante passaggio a luglio del G8 dei capi di Stato e di governo, sotto la presidenza italiana.

“Nel 2009 il ‘climate change’ non deve stare solo in cima all‘agenda non solo di questo summit, ma i ministri devono mandare un messaggio chiaro ai capi di Stato a luglio”, ha detto Hedegaard oggi a Reuters.

Il messaggio, ha spiegato il ministro, è che “fare i conti con il cambiamento climatico e le sfide energetiche non significa lavorare contro la gestione della crisi economica: se lo facciamo in modo saggio le cose possono andare benissimo insieme, e di fatto occuparsi di cambamento climatico e crisi energetica può essere un modo per uscire dalla crisi che ci consenta anche di ripensare l‘economia come è ora”.

Per Hedegaard, che farà da padrona di casa al vertice di Copenhagen, non bisogna occupasi solo delle misure a lungo termine, ma anche di quelle a breve termine, “perché è molto facile decidere cosa fare in 40 anni quando non saremo più in carica”.

E i paesi più ricchi, dice il ministro danese, devono lanciare un segnale a quelli poveri, per assicurare che naturalmente faranno “la loro giusta parte” per finanziare la lotta al riscaldamento globale.

Hedegaard non è stata in grado di dire se da Siracusa uscirà un accordo sulla cooperazione tecnologica tra paesi sviluppati ed economie emergenti, come ieri chiedeva Yvo De Boer, capo della Convenzione quadro dell‘Onu sul Cambiamento climatico.

“Se ci riuscissimo sarebbe un buon risultato, ma bisogna ricordare che questi meeting non vanno giudicati su quello che producono. Sono anche un‘opportunità per colloqui bilaterali, per il dialogo... bisogna vederli come un passo in un lungo processo”.

“Ieri ho chiesto ai capi delle imprese di non presentare solo una visione ideale, ma una road map per trasformare questa visione ideale in molti decenni”, ha detto il ministro, ricordando che la Danimarca ospiterà a maggio un summit delle principali aziende mondiali dedicato proprio alle tecnologie “verdi”.

OGGI LA PROTESTA DEI “NO G8”

Intanto oggi a Siracusa manifestano gli anti-G8. Il corteo organizzato da centri sociali, associazioni, sindacati di base e anche Rifondazione comunista e Pdci, a cui partecipano un migliaio di persone, è partito dalla periferia per arrivare al centrale Corso Umberto I, ma non si avvicinerà all‘isola di Ortigia, la parte più antica della città, che ospita il vertice e che è stata in parte bloccata al traffico, anche pedonale.

Nonostante i timori della vigilia sulla partecipazione di frange violente del movimento o addirittura di cosiddetti “black bloc” da altri paesi -- ieri le forze dell‘ordine hanno compiuto diversi controlli, in particolare alla stazione, identificando possibili manifestanti in arrivo -- la manifestazione si sta svolgendo in assoluta tranquillità.

“A otto anni dalla rivolta di Genova gli otto grandi troveranno ad attenderli, con la stessa determinazione di sempre, i movimenti che hanno riempito le piazze di tutto il mondo per opporsi al neoliberismo, allo sfruttamento, alla guerra, alla devastazione del pianeta”, dice il nog8sicilia.org, il sito della manifestazione, che considera anche la scelta “paradossale” di tenere il vertice dell‘ambiente a Siracusa, vicina al “triangolo della morte” degli impianti petroliferi e chimici di Priolo-Augusta-Melilli.

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