22 aprile 2009 / 12:39 / tra 9 anni

L'attrice Mia Farrow comincia sciopero della fame per Darfur

Di Louis Charbonneau

<p>L'attrice Mia Farrow, ambasciatrice di buona volont&agrave; delle Nazioni Unite. REUTERS/Victor Fraile (CHINA)</p>

NAZIONI UNITE (Reuters) - L‘attrice Mia Farrow, ambasciatrice di buona volontà delle Nazioni Unite, ha annunciato ieri che inizierà, dalla prossima settimana, uno sciopero della fame per solidarietà con gli abitanti del Darfur.

“Il 27 Aprile comincerò lo sciopero della fame per solidarietà con la gente del Darfur e come espressione personale di biasimo nei confronti di un mondo che è capace di guardare bambini, donne e uomini innocenti morire di fame, di sete e a causa delle malattie”, ha fatto sapere l‘attrice in un comunicato.

Un portavoce della Farrow ha dichiarato che lo sciopero della fame continuerà il più a lungo possibile, con i medici che hanno stabilito un tempo limite di al massimo tre settimane, data l‘esile costituzione dell‘attrice.

La Farrow, che è diventata ambasciatrice di buona volontà dell‘Unicef nel 2000, ha già promosso campagne per raccogliere fondi e portare alla ribalta internazionale la condizione dei bambini nelle zone di guerra del Darfur, della Repubblica Democratica del Congo, di Haiti, del Ciad e della Nigeria.

La Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di cattura per il presidente del Sudan Omar Hassan al-Bashir lo scorso mese, accusandolo di crimini di guerra per i massacri e le deportazioni nel Darfur.

Da allora, il Sudan ha espulso tredici agenzie umanitarie internazionali e tre nazionali, accusandole di collaborare con la ICC.

Il segretario dell‘Onu Ban Ki-moon ha detto recentemente, a un summit tra le Nazioni Unite e l‘African Union sulle missioni di pace, conosciuto come Unamid, che queste espulsioni hanno “messo a rischio la vita di oltre un milione di persone”, in Darfur.

Un comunicato congiunto Sudan-Onu sulla situazione nella regione ha reso noto che l‘espulsione di questo personale umanitario ha reso difficoltosa la consegna di viveri e beni di prima necessità attraverso il Darfur, una regione grande quasi quanto la Francia.

“Porterò avanti questo sciopero nella speranza che i leader mondiali possano fare pressioni sul governo sudanese affinché riammetta le organizzazioni umanitarie o garantiscano lo stesso tipo di servizio ai cittadini”, ha detto la Farrow, la quale ha aggiunto di nutrire la speranza che “gli avvocati per i diritti umani e le persone di coscienza si uniscano a lei in questo sciopero della fame, anche solo per un giorno”.

L‘ambasciatore sudanese alle Nazioni Unite Abdalmahmoud Abdalhaleem ha risposto che la Farrow dovrebbe utilizzare la sua fama per convincere i gruppi ribelli a smettere di boicottare i dialoghi di pace con Khartoum.

“Consigliamo alla Farrow di cercare di fare pressione sui gruppi di ribelli affinché si siedano al tavolo delle trattative piuttosto che sul governo”, ha detto l‘ambasciatore alla Reuters, “anche perché il governo ha a cuore l‘interesse dei suoi cittadini e non ha bisogno che qualcuno glielo ricordi”.

“Bisognerebbe smetterla di cercare fama e pubblicità utilizzando il Darfur”, ha concluso Abdalhaleem.

Funzionari dell‘Onu hanno riferito come quasi 300.000 persone siano state uccise e più di 2,7 milioni deportate, in Darfur, nei quasi sei anni di violenza politica ed etnica. Khartoum, al contrario, riferisce di 10.000 morti.

Sono invece quasi 4,7 milioni le persone che dipendono dagli aiuti umanitari in Darfur.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below