17 aprile 2009 / 15:27 / tra 9 anni

Musica,D'Orazio lascia i Pooh: "a 60 anni smetto con il tamburo"

di Ilaria Polleschi

<p>Una immagine dei Pooh. Da sinistra a destra: Stefano D'Orazio, Red Canzian, Robi Facchinetti, Dodi Battaglia REUTERS/Hand out/Marco Chieregato</p>

MILANO (Reuters) - Sessant‘anni sono troppi per continuare a “suonare il tamburo” e così Stefano D‘Orazio, storico batterista dei Pooh, ha deciso di lasciare il gruppo.

Una decisione sofferta e non condivisa dai tre che resteranno -- Dodi Battaglia, Robi Facchinetti e Red Canzian -- ma che, da buoni amici quali sono, hanno deciso di sostenere comunque, anche se ancora non sanno quale sarà il futuro del gruppo, praticamente il più longevo della storia.

“Dopo tanti anni, tanta musica insieme, all‘alba dei miei 60 anni mi sono guardato intorno e ho capito che avevo dedicato la mia vita solo a questo”, ha raccontato oggi D‘Orazio ai giornalisti, confermando il suo addio al gruppo dopo 38 anni di onorata carriera, ma non prima del lancio di un nuovo disco -- l‘8 maggio -- e un breve tour estivo di saluto.

“Non è che sono stanco, ma ho voglia di fare altre cose, che non ho mai fatto...guardare la vita da un‘altra angolazione. Non ho assolutamente idea di cosa farò da settembre in poi...mi guarderò intorno, ho un sacco di cose nel cassetto”, ha spiegato il batterista, più in forma che mai, smentendo seccamente l‘eventualità che una qualche malattia o una lite interna alla band abbiano potuto influenzare la decisione di lasciare.

“Non si è inceppato nulla del meccanismo dei Pooh -- ha assicurato commosso insieme agli altri -- saremo coesi, uniti e amici per sempre”.

Niente avvocati, niente buoneuscite (come qualche giornale aveva ipotizzato), niente discussioni: un “esempio” per chi crede che nel mondo della musica si pensi solo ai soldi e a litigare, ha aggiunto il batterista, assicurando che sarà fatto “il possibile per fare in modo che quello che abbiamo fatto nel passato non vada perso”.

ANCORA UNA NOTTE INSIEME

La decisione di D‘Orazio, annunciata con un breve comunicato mercoledì scorso, mette fine al record della band: la più longeva a livello mondiale per gli anni trascorsi insieme (dal ‘66) e produzione di dischi, praticamente uno all‘anno.

Tutti e quattro insieme saluteranno i loro fan -- che in queste ore hanno intasato il sito della band con migliaia di messaggi -- con un doppio disco di vecchi successi e l‘inedito “Ancora una notte insieme”, che dà il titolo alla raccolta.

Un brano che racconta la voglia di andare senza dimenticare quello che è stato, scritto da Valerio Negrini, il cosiddetto quinto Pooh che da sempre si occupa della stesura dei brani del gruppo e che proprio D‘Orazio sostituì in qualità di batterista nel 1971.

“Ha scritto un pezzo molto bello, senza cadere nella retorica. Si era pensato che avrei potuto scriverlo io, ma ero troppo coinvolto”, ha spiegato ancora Stefano, che si è sempre occupato anche di buona parte dell‘organizzazione del gruppo.

Canzian ha sottolineato che il nuovo tour, in partenza il 24 luglio da Brescia per concludersi il 28 settembre a Milano, sarà forse “il più bello della carriera”.

“Ci godremo fino all‘ultimo la voglia di stare e suonare insieme”, ha spiegato il bassista, che insieme agli altri due Pooh che resteranno ora si interroga su quale sarà il futuro della band.

“Abbiamo bisogno di interiorizzare la cosa, di farla sedimentare”, ha raccontato Battaglia. “Il futuro non è facile a dirsi, abbiamo la priorità di vivere con Stefano questo momento. Ora non siamo in grado di avere certezze”.

Anche per Facchinetti, forse il più commosso, “è difficile ipotizzare di ridisegnare un nuovo corso”. Ma quello che è certo che tutti hanno sostenuto la scelta di Stefano, pur “senza condividerla” e che “la porta, per lui, sarà sempre aperta”.

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