16 aprile 2009 / 15:26 / tra 9 anni

Usa,esce libro sulle violenze sessuali di soldati sulle colleghe

di Christine Kearney

<p>Alcuni marine americani durante una cerimonia pubblica. REUTERS/Mike Segar</p>

NEW YORK (Reuters) - Le soldatesse americane hanno qualcos‘altro di cui aver paura, oltre alle bombe per strada e alle imboscate dei nemici. Sono anche a rischio violenze sessuali da parte dei commilitoni uomini.

“The lonely soldier: the private war of women serving in Iraq” è un libro che, basandosi su 40 interviste in profondità, racconta la storie di 40 veterane che hanno servito in zone di combattimento e parlano di molestie sessuali, stupri e persecuzioni perpetrate dai loro colleghi uomini.

Alcune di loro venivano addirittura invitate dagli ufficiali a non andare al bagno da sole. Una di queste soldatesse aveva preso l‘abitudine di portare sempre con sé un coltello, nel timore di aggressioni da parte dei soldati. Altre ancora hanno riportato di non aver avuto il coraggio di denunciare queste aggressioni.

“L‘orrore di questi fatti è che provenivano dai soldati che combattevano dalla loro stessa parte”, spiega l‘autrice del libro, Helen Benedict, professoressa di giornalismo alla Columbia University di New York.

Un soldato su dieci, di quelli in servizio in Afghanistan e in Iraq, è donna e il numero di soldatesse morte durante i combattimenti iracheni è il più alto dai tempi della Seconda guerra mondiale, secondo una statistica del dipartimento della Difesa, citata anche nel libro.

La Benedict ha dichiarato che il titolo del libro proviene dalla sensazione di solitudine che provano le soldatesse quando sono costrette a vivere il trauma della guerra associato anche quello della violenza sessuale.

“La situazione che costringe le donne soldato a vivere in costante pericolo è ancora più tragica perchè si suppone che i soldati dovrebbero poter contare l‘uno sull‘altro per guardarsi le spalle”, ha spiegato l‘autrice del libro.

“Come ti puoi sentire quando i soldati che combattono al tuo fianco ti molestano tutto il giorno o tentano di violentarti o peggio ancora riescono a violentarti?”.

Una donna soldato che ha vissuto un‘esperienza simile è Marti Ribeiro, sergente dell‘Air Force che ha combattuto in Afghanistan nel 2006.

La donna ha confidato di essere attaccata e violentata da un soldato americano in uniforme, mentre era di guardia.

Dopo aver completato il turno e non essersi nemmeno fatta la doccia per provare la violenza, ha riportato il fatto ai superiori che, per tutta risposta, hanno minacciato di denunciarla per negligenza per aver lasciato l‘arma incustodita. La Ribeiro ha, così, deciso di lasciare l‘esercito.

“Sognavo di diventare un ufficiale come mio padre e mio nonno”, ha confidato nel libro. “Sfortunatamente, dal momento che sono una donna, questo sogno non si avvererà”.

LE RICERCHE RIVELANO IL PROBLEMA

Il numero di rapporti che parlano di molestie sessuali nell‘esercito americano è cresciuto dell‘8% nel 2008, rispetto all‘anno precedente, e del 25% in Afghanistan e Iraq, secondo un rapporto pubblicato dal Pentagono a marzo, che comprende sia gli stupri che i tentativi di stupro e le molestie sessuali.

Ci sono stati 2.908 resoconti di molestie sessuali da parte di membri dell‘esercito Usa.

Delle 40 donne che la Benedict ha intervistato e che erano in servizio tra il 2003 e il 2006, dieci hanno raccontato di essere state violentate, cinque hanno detto di aver subito tentativi di stupro e 13 hanno riferito di aver subito molestie.

Funzionari Usa hanno affermato che l‘aumento del numero di molestie riportate è anche dovuto al tentativo di renderne più facile la denuncia.

Cynthia Smith, portavoce del dipartimento della Difesa, ha detto che l‘ente americano sta facendo ogni sforzo per eliminare i crimini sessuali all‘interno dell‘esercito, attraverso la prevenzione e l‘invito alla denuncia.

“L‘obiettivo del dipartimento è quello di incoraggiare le vittime a denunciare le molestie e garantire loro l‘attenzione di cui necessitano”, ha detto la Smith in una mail.

Helen Benedict e alcuni ricercatori Usa sostengono invece che i numeri del governo sono molto più bassi degli episodi reali perchè si basano solo sulle denunce effettuate.

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