9 aprile 2009 / 16:11 / 9 anni fa

Eredità Agnelli, giudice fissa termini per memorie

MILANO (Reuters) - Si è tenuta oggi presso il Tribunale di Torino l‘udienza sul caso sollevato da Margherita Agnelli De Pahlen sull‘eredità del padre Gianni Agnelli, in cui il giudice ha fissato i termini.

Lo dicono una nota dello studio legale Abbatescianni, che segue Margherita Agnelli, e due fonti vicine alla vicenda.

Nella prima metà del 2007 Margherita Agnelli ha citato in giudizio l‘avvocato di famiglia e consigliere di Exor Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti attualmente presidente d‘onore di Exor (holding della famiglia) e Siegfrid Maron, in qualità di mandatari e gestori del patrimonio personale di Gianni Agnelli per ottenere un rendiconto dei beni del padre.

Secondo indiscrezioni stampa di allora, non confermate, Margherita nel 2004 in occasione della divisione dell‘eredità aveva ricevuto 109 milioni di euro.

Il procedimento giudiziario era stato sospeso a gennaio 2008 perché Marella Agnelli, madre di Margherita anche lei coinvolta nel processo, e Siegfried Maron avevano contestato la competenza italiana in quanto sono entrambi cittadini svizzeri.

La Corte di Cassazione, il 27 ottobre 2008, a tale proposito, ha stabilito che la competenza spettava al Foro italiano e al Tribunale di Torino.

Oggi, prima udienza dopo la sospensione, “il giudice ha dato atto dei termini scanditi dalla legge: 30 giorni da oggi per la presentazione delle memorie, ulteriori 30 giorni per le contromemorie e 20 giorni per le precisazioni”, dice una fonte vicina alla vicenda.

Secondo un‘altra fonte, “le parti oggi hanno presentato le memorie difensive”.

L‘avvocato Abbatescianni (legale di Margherita) “ha precisato che quella odierna è stata un‘udienza di rinvio, richiesta dalla legge, per fissare i termini delle nuove memorie”, dice una nota dello studio legale.

Nel corso dell‘udienza ha sottolineato che “il rendiconto è necessario per avere un completo elenco dei beni oggetto dell‘eredità, ottenendo anche il chiarimento sui conti delle società italiane e straniere”, aggiunge la nota. “Tale richiesta, avanzata dalla signora Agnelli ai tre amministratori del patrimonio del padre, consentirà di definirne l‘ammontare completo e puntuale oltre a quanto già diviso nel 2004”.

Il legale ha inoltre chiarito “la ragione puramente ‘tecnica’ della citazione di Margherita Agnelli de Pahlen nei confronti della madre, dovuta alla legge che impone di chiamare in giudizio qualsiasi coerede”.

I destinatari dell‘azione “sono gli amministratori del patrimonio dell‘avvocato Agnelli”, dice la nota.

La seconda fonte spiega che i legali della controparte “respingono l‘idea che le persone citate fossero gestori del patrimonio di Gianni Agnelli”. Grande Stevens era il legale della famiglia, Gabetti non ha partecipato alla divisione del 2004 e Maron era un dipendente di una società di gestione dei fondi, spiega.

Secondo la Repubblica, la memoria indica in quasi 2 miliardi il patrimonio di Gianni Agnelli.

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