7 aprile 2009 / 11:32 / 9 anni fa

Sisma, ospedale Aquila, esperto: danni "inaccettabili" per oggi

di Sara Rossi

<p>Sisma, ospedale Aquila, esperto: danni "inaccettabili" per oggi. REUTERS/Giampiero Sposito</p>

MILANO (Reuters) - L‘ospedale “San Salvatore” dell‘Aquila -- considerato uno dei fiori all‘occhiello della Sanità della zona e reso sostanzialmente inagibile dal terremoto che ha devastato l‘Abruzzo provocando almeno 179 morti -- ha subìto danni “inaccettabili” secondo le moderne filosofie edilizie che prevedono che, dopo un sisma, la struttura non solo non crolli ma continui anche a funzionare.

A dirlo oggi Gian Michele Calvi, membro della Commissione nazionale grandi rischi ed esperto di costruzioni in zone sismiche, precisando che probabilmente già domani sera alcune aree del nosocomio, quelle meno danneggiate, potranno essere riaperte.

“Nell‘ospedale ci sono stati danni importanti che secondo la filosofia moderna sono inaccettabili soprattutto perché oggi si ritiene che un ospedale (dopo un sisma) debba non solo non crollare ma anche garantire la funzionalità nei momenti di emergenza”, ha detto Calvi, raggiunto al telefono mentre si trovava davanti al nosocomio per un sopralluogo.

Nella notte tra domenica e lunedì, un forte terremoto ha scosso l‘Abruzzo provocando 179 morti e rendendo inagibile ma senza provocare il crollo dell‘ospedale dell‘Aquila, uno dei centri più danneggiati dal sisma.

“Questo è un ospedale con parti costruite secondo criteri degli anni 60, 70 e così via. In Italia si è cominciato a introdurre la logica secondo cui un ospedale deve funzionare (anche) post evento (sismico) nel 2003. Prima nel nostro Paese questa logica la si conosceva a livello scientifico”, ha puntualizzato Calvi sottolineando che “forse non è ancora il momento di andare a cercare responsabilità”.

ALCUNI REPARTI PROBABILMENTE IN FUNZIONE GIA’ DOMANI

In mattinata, Calvi -- assieme a un gruppo di ingegneri -- ha effettuato una serie di perizie per valutare il livello di sicurezza dell‘ospedale, dove al momento del sisma c‘erano circa 200 persone, e per verificare quali aree possono entrare in funzione a breve.

“Stiamo facendo delle valutazioni di sicurezza sulle caratteristiche dei materiali e oggi stesso (metteremo a punto) modelli numerici completi. Gli edifici che hanno un livello di sicurezza adeguato li facciamo riaprire....per quanto mi riguarda penso che una parte la dichiareremo agibile.... già entro domani sera, già allora (credo) si possano avere delle parti in funzione”, ha precisato Calvi che è professore ordinario di costruzioni in zona sismica dell‘università di Pavia e presidente della Fondazione Eucenter, che si occupa di formazione e ricerca per l‘ingegneria sismica, a Pavia.

Attualmente il nosocomio dell‘Aquila, secondo quanto riferito, è sostanzialmente inagibile perché non funzionano le sale operatorie e altre strutture importanti mentre è rimasto attivo un centro di distribuzione dei farmaci.

UN MIX DI TECNICHE EDILIZIE

Nel sopralluogo all‘ospedale San Salvatore dell‘Aquila, Calvi ha potuto notare l‘utilizzo di tecniche edilizie risalenti anche agli anni 60, 70 e 80 che oggi non si usano più.

“Ho visto barre lisce che non sono più state utilizzate in Italia dagli anni 80 e non posso pensare che quelle parti siano state costruite 10 anni fa. Ho visto tecnologie costruttive diverse in diverse parti dell‘ospedale”, ha spiegato.

“Dire (che un ospedale è stato) inaugurato da 10 anni non vuol dire nulla perché occorre vedere quando è stato progettato e quando è stato costruito...se l‘hanno progettato nel 1961 questa non era nemmeno considerata zona sismica”, ha aggiunto.

TENERE SVEGLIE LE COSCIENZE

Per evitare disastri del genere, secondo Calvi, “bisogna tenere sveglie le coscienze quando i terremoti non ci sono. In questi giorni c’è una grande attenzione ma è tra sei mesi, un anno o due che bisognerà andare avanti a insistere su queste cose. Perché tutti gli ospedali non si mettono a posto in un anno, occorre grande pazienza....e occorre rendersi conto che anche se oggi si fa una buona norma, tra un anno il terremoto può far crollare degli edifici”.

“L‘ospedale (dell‘Aquila) sicuramente ha avuto un comportamento inadeguato secondo i criteri di oggi ma ha rispettato quelli degli anni Sessanta perché non è crollato nulla e non è morto nessuno”, ha detto.

“Se (il sisma che ha colpito l‘Abruzzo) si fosse verificato in California oggi, ritengo molto probabile che l‘ospedale sarebbe ancora in piedi. Ma in California per esempio nel terremoto di San Fernando del 1971 è crollato l‘ospedale provocando morti e feriti. Non è che la California sia magica, semplicemente hanno cominciato prima a introdurre concetti avanzati nella verifica delle strutture”.

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