3 aprile 2009 / 08:49 / tra 8 anni

Messico cattura barone della droga mentre Usa rafforzano confini

Di Miguel Angel Gutierrez

CITTA’ DEL MESSICO (Reuters) - La polizia messicana ha catturato un barone della droga ai confini occidentali di Juarez, che rappresentano la parte violenta di questa città, coinvolta in una guerra tra trafficanti che l‘anno scorso è costata la vita a 6.300 persone.

Vicente Carrillo Leyva, 32 anni, leader del principale cartello della città, è stato catturato mentre faceva jogging in un parco nel quartiere residenziale più sofisticato di Città del Messico, secondo quanto riferito dalla polizia.

E’ stato mostrato ai media con indosso una tuta da ginnastica bianca, poco prima che giungessero sul posto il segretario della sicurezza nazionale Usa Janet Napolitano e il procuratore generale Eric Holder per parlare con il governo messicano e approntare un piano che freni il passaggio di armi dagli Stati Uniti alle bande armate messicane.

“La cattura di un criminale di questo livello segna un‘altra importante vittoria per le forze dell‘ordine messicane”, ha riferito l‘ambasciata Usa in Messico.

La città di Juarez è da anni teatro di un‘aspra rivalità tra la gang locale e quella dello stato nordoccidentale di Sinaloa per il controllo delle vie di contrabbando con il Texas.

Questa lotta ha spinto il governo messicano a inviare altri 5.000 soldati nella città di Juarez lo scorso mese.

Il Procuratore Generale Eduardo Medina Mora, nell‘incontro con la Napolitano e Holder a Cuernavaca, ha detto che i 1.600 morti a causa delle lotte di droga che si sono avuti fino a questo momento dell‘anno rappresentano il 25% in meno rispetto agli ultimi tre mesi del 2008.

Questo, evidentemente, rappresenta un calo nel numero dei morti nella città di Juarez, che rappresenta per il paese un importante centro manifatturiero.

“SIGNORE DEI CIELI”

Carrillo Leyva è il figlio di Amado Carrillo Fuentes, famoso trafficante di droga, conosciuto come “Il signore dei cieli”, capace di trasportare imponenti quantità di cocaina in Messico negli anni 90, e morto nel 1997 durante un intervento chirurgico, fatto per cambiare aspetto.

Il Messico aveva messo una taglia su Carrillo Leyva, presente nella lista di pericolosi trafficanti di droga, resa pubblica lo scorso mese. Leyva era uno dei due membri della gang di Juarez presenti nella lista.

“Aveva un ruolo di leadership e di gestione di risorse illecite all‘interno dell‘organizzazione”, ha riferito ai reporter il Pubblico Ministero Marisela Morales.

La battaglia per il controllo della droga è diventata una grossa sfida per il presidente Felipe Calderon, dal momento che ha tenuto lontani i possibili investitori dal nord del paese e i turisti, che rappresentano una risorsa fondamentale per il paese in questo momento di crisi.

Il presidente Usa Barak Obama sarà in visita in Messico alla fine di questo mese, un viaggio che fà seguito a quello del segretario di Stato Hilary Clinton, a dimostrazione della preoccupazione che regna negli Stati Uniti sul possibile impatto di questa guerra nei confini americani.

Le autorità messicane, infatti, riportano che il 90% delle armi di cui si servono le gang messicane provengono proprio dagli Usa.

“La verità è che troppe armi per i trafficanti arrivano dagli Stati Uniti e questo è un problema per il governo messicano nella lotta al narcotraffico”, ha detto Holder in conferenza stampa.

“Noi ci prenderemo le nostre responsabilità e cercheremo in ogni modo di porre un freno a questo flusso di armi”.

Il governo Usa, da parte sua, ha promesso di aumentare i controlli delle vetture che passano il confine per scoprire eventuali traffici di armi o droga.

Hilary Clinton ha detto, durante il viaggio in Messico della scorsa settimana, che la consegna di 1,4 miliardi di dollari di refurtiva data dal narcotraffico e promessa al Messico e al Centro America, frutto di un accordo del 2007, deve essere velocizzata.

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