1 aprile 2009 / 09:51 / tra 9 anni

Il miglior lavoro del mondo? Un'operazione marketing da sogno

di Belinda Goldsmith

SYDNEY (Reuters) - Un‘isola tropicale. Uno scandalo a luci rosse. Il premio? Il miglior lavoro del mondo.

Non è un reality show, ma una competizione che si è svolta realmente nello stato australiano del Queensland, durante una campagna pubblicitaria che mette in risalto come sempre più aziende stiano sfruttando il potere dei social media come Youtube, Facebook e Twitter, in materia di marketing.

L‘ente del turismo australiano Tourism Queensland si è superato con una campagna pubblicitaria globale in cui, per attirare visitatori alla Grande Barriera Corallina, ha chiesto loro di inviare delle domande di assunzione, tramite dei video, per “il miglior lavoro del mondo”, custode di un‘isola tropicale per sei mesi.

Non appena si è diffusa la notizia dell‘offerta di lavoro sul sito www.islandreefjob.com, 36.684 persone da più di 200 paesi hanno inviato i loro video di 60 secondi, che tutti quanti possono vedere, per il lavoro da 150.000 dollari australiani sull‘isola di Hamilton.

“E’ stata davvero una grande idea, capace di scatenare l‘immaginazione di qualunque persona, mentre sta seduta in un tetro ufficio e fuori piove”, ha detto l‘analista australiano Tim Burrowes, editore del sito web Mumbrella, che tratta proprio di media e marketing.

“Era già qualcosa di molto interessante dal punto di vista pubblicitario ma l‘utilizzo dei video e dei social media ha trasformato quest‘idea in qualcosa di ancora più grande”.

Tra le altre candidature, il Tourism Queensland ha ricevuto anche quella di Osama Bin Laden e quella di una donna che, in un video postato su youtube, si è tatuata un messaggio pubblicitario a favore della Grande Barriera Corallina sul braccio, pur di ottenere il lavoro.

DISCRIMINAZIONI PER ETA’, PORNO, PUBBLICITA’

Il Tourism Queensland ha stilato una lista di 50 richieste di lavoro da 22 differenti paesi ma ha dovuto ricevere anche la lettera di protesta di una canadese rifiutata, Mandy Spottiswoode, che ha accusato l‘ente di discriminazione per età e di cercare solo giovani ragazze in bikini e ragazzi con gli addominali scolpiti.

Un altro inconveniente ha riguardato una delle 50 finaliste, la biologa marina Julia Yalovitsyna, che si è rivelata essere una pornostar, coinvolta in uno scandalo a luci rosse. La russa è stata immediatamente squalificata perchè nel bando era prevista l‘esclusione per chi si fosse reso responsabile di “comportamenti illegali, immorali o inopportuni”.

Il prossimo venerdì la lista di candidati verrà ridotta a 11 elementi, compreso un ripescaggio frutto di un televoto online, in pieno stile reality show.

I finalisti andranno sull‘isola di Hamilton e il vincitore sarà proclamato il 6 maggio e comincerà il suo lavoro dal 1 luglio.

Il ministro del turismo australiano Desley Boyle ha riferito che la risposta mondiale a questa campagna pubblicitaria, costata 1,7 milioni di dollari australiani, è stata fenomenale, generando più di 70 milioni di dollari australiani di ritorno pubblicitario.

“La campagna è stata basata fondamentalmente sulle pubbliche relazioni e sui social network”, ha detto il ministro.

L‘analista Burrowes ha già annunciato che la campagna pubblicitaria “Il miglior lavoro del mondo”, progettata dall‘agenzia australiana CumminsNitro, sarà studiata come esempio di buon utilizzo dei social media, in tema di marketing.

Un‘altra campagna pubblicitaria che ha avuto grande successo è stata quella, rivolta al pubblico americano, della Doritos, basata su video pubblicitari delle patatine fatti dai consumatori, e che ha messo in palio, per il vincitore, un milione di dollari e la messa in onda durante il Super Bowl, evento americano più visto dell‘anno.

L‘utilizzo dei social network a fini pubblicitari è in forte aumento, ma Burrowes ha precisato che i tradizionali mezzi di comunicazione giocano ancora un ruolo chiave per le aziende.

“Se tu sei il direttore marketing di una grossa azienda e hai a disposizione un budget importante, devi raggiungere un gran numero di persone velocemente e allora ti servono i media tradizionali ma devi anche trovare il modo di collaborare con i nuovi social media. La miglior soluzione è la commistione”, ha concluso Burrowes.

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