12 marzo 2009 / 14:16 / 9 anni fa

Costume, Giappone lancia le ambasciatrici "kawaii"

di Isabel Reynolds

<p>Le ambasciatrici giapponesi delle "carinerie" durante una conferenza stampa al Ministero degli Esteri a Tokyo. REUTERS/Michael Caronna (JAPAN POLITICS SOCIETY)</p>

TOKYO (Reuters) - Mai visto un ambasciatore abbigliato in colori pastello dalla testa ai piedi? E un inviato diplomatico in uniforme scolastica con tanto di minigonna?

Nel tentativo di migliorare la sua immagine internazionale, Tokyo ha nominato tre giovani donne, che rappresentano la mania giapponese per le carinerie, proprie ambasciatrici culturali.

Ispirate dai personaggi dei film “anime” e dei fumetti manga, una delle nuove ambasciatrici si veste come una studentessa, un‘altra come una bambola vittoriana con gonne voluminose e increspate.

La terza donna, presentata ieri nel corso di una conferenza stampa, è una cantante vestita con una maglietta a pois con sopra l‘immagine di un coniglietto, controbilanciata da una pettinatura all‘indietro a sbuffo, un look che ne ha fatto un‘icona della moda nel ritrovo favorito delle adolescenti di Tokyo, Harajuku.

Il Giappone vuole esplorare la popolarità della cultura “kawaii” (grazioso, carino), che ha influenzato la gioventù sia in Asia che in Europa.

“Riguarda la comprensione reciproca”, dice Tsutomu Nakagawa, capo della sezione culturale del Ministero degli Esteri, dopo aver presentato le tre nuove inviate alla stampa.

“Vogliamo che le persone all‘estero sappiano che questo tipo di persone in Giappone esistono e che si sentano vicine a loro”.

Di fronte alla prospettiva di esser sorpassati sia economicamente che politicamente dalla Cina, il Giappone sta facendo sforzi per rafforzare il proprio “soft power”, una strategia che gli analisti considerano importanti.

“Porti la gente ad amare la tua cultura e lo usi come un modo per guadagnare potere nel mondo”, spiega Phil Deans, professor di Relazioni Internazionali alla Temple University di Tokyo.

“L‘America ha parecchio ‘soft power’, perché la gente ama la cultura americana”.

ma queste ambasciatrici, il cui ruolo sarà quello di parlare nel corso di eventi culturali come l‘Esposizione sul Giappone che si terrà a luglio a Parigi, potrebbero avere meno appeal che le star del cinema hollywoodiano.

Le inviate, scelte per gli abiti che indossano nella loro vita quotidiana, dicono di ritenere che il loro stile durerà.

”Ogni donna, dalla ragazzine alle nonne, ama i vestiti carini“, dice l‘infermiera e modella part-time Misako Aoki, ambasciatrice dello stile da bambola definito Gothic Lolita”. “Penso che posso continuare a vestirmi così per tutta la vita. L‘età non ha nulla a che vedere con questo”.

L‘attrice Shizuka Fujioka, 19 anni, indossa una divisa scolastica anche se si è diplomata perché, dice, sentiva di perdere qualcosa andando a scuola con una brutta uniforme.

La noma delle tre inviate segue di un anno quello di Doraemon, un gatto da fumetto, paffuto e privo di orecchie, nominato ambasciatore speciale.

Quand‘era ministro degli Esteri, l‘attuale premier Taro Aso, un fan dei manga, aveva lanciato un proemio internazionale per la categoria.

“Che questa sia una strategia su cui la seconda economia del mondo possa basare la propria diplomazia, devo ancora convincermene”, commenta il professor Temple.

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