29 gennaio 2009 / 16:32 / 9 anni fa

Musica, Nek riparte verso "L'altra direzione"

<p>Una immagine di Nek REUTERS/Hand out/Aaron Baghetti</p>

di Ilaria Polleschi

MILANO (Reuters) - E’ sempre alla ricerca di emozioni Nek, che torna a poco più di due anni di distanza dal suo ultimo album di inediti con un nuovo disco, ispirato al mondo di oggi, alla filosofia di San Paolo e all‘amore in tutte le sue sfaccettature.

“Un‘altra direzione” -- che uscirà domani, anticipato dall‘inizio del mese da singolo “La voglia che non vorrei” -- è un viaggio in se stesso e nel mondo, alla scoperta di nuovi orizzonti.

“Considero la musica un viaggio con molteplici direzioni, con la méta sempre molto lontana”, racconta in un‘intervista telefonica a Reuters il 37enne Nek, al secolo Filippo Neviani, che ha al suo attivo milioni di dischi venduti in Italia e nel mondo.

Tredici brani che vanno a comporre un progetto musicale “ispirato a tantissime cose”, nel tentativo di coinvolgere e di rivolgersi a sempre più persone e in cui il cantante è sempre più coinvolto anche nelle vesti di produttore.

“Mi sono ispirato a San Paolo, alla società odierna, a chi è stato ferito nei sentimenti come a chi vive un amore fatto di avventura”.

Nel disco si racconta anche semplicemente l‘amore verso il prossimo, come in “Se non ami” e “Per non morire mai”, ispirata all‘esperienza di Nek nel volontariato.

“Quando tocchi con mano certe cose, vedi con i tuoi occhi quello che succede e capisci quanto una persona possa far cambiare intorno a sé, ho sentito il bisogno di farlo sapere anche agli altri”, spiega.

Nel disco, che a marzo uscirà anche in spagnolo nel resto del mondo, è compreso anche “Walking away”, il duetto che Nek ha registrato con Craig David lo scorso anno. “Con lui è nata una bella amicizia e non è detto che possa sfociare in altri progetti”.

Intanto Nek si appresterà a guardare da spettatore il Festival di Sanremo, che a lui “ha dato tante belle cose” e dove ha praticamente debuttato arrivando terzo nella sezione giovani nel 1993.

“Spero che lo si rispetti come grande vetrina musicale, è un bel momento di inizio per un giovane”, spiega. “Io ci voglio credere ancora, non voglio pensare che funzionino solo i reality show, che comunque ben vengano quando si tratta di promuovere nuovi talenti”.

“Io sono un nostalgico, voglio bene al Festival, anche per quello che mi ha dato. E poi so che ci saranno grandi giovani. Sono contento”.

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