28 gennaio 2009 / 12:27 / tra 9 anni

Elie Wiesel attacca il Papa su vescovo negazionista

di Philip Pullella

<p>Il vescovo britannico Richard Williamson (immagine a sinistra)e il premio Nobel Elie Wiesel (immagine a destra). REUTERS/Jens Falk/Jeff Christiansen/Files</p>

CITTA’ DEL VATICANO (Reuters) - Papa Benedetto ha dato credito all’“aspetto più volgare dell‘anti-semitismo” riabilitando il vescovo che nega l‘esistenza dell‘Olocausto, secondo quanto riferito oggi da Elie Wiesel, lo scrittore sopravvissuto ai campi di concentramento e vincitore del premio Nobel per la Pace.

In un‘intervista esclusiva con Reuters, Wiesel ha anche detto che è impossibile che il Vaticano non fosse a conoscenza del passato del vescovo e che ciò potrebbe essere stato fatto “intenzionalmente”.

“Come pensa il Papa che ci sentiamo dopo quel che ha fatto? Che un uomo che è un vescovo e un negazionista dell‘Olocausto - e oggi l‘aspetto più volgare dell‘anti-semitismo è proprio negare l‘Olocausto - e che il Papa si sia spinto così in là e abbia fatto quel che ha fatto, sapendo quel che sa... è sconvolgente”, ha detto Wiesel al telefono da New York.

“Il risultato di questa decisione è molto semplice: dare credito a un uomo che è un negazionista dell‘Olocausto significa che la sensibilità nei nostri confronti come ebrei non è quella che invece dovrebbe essere”, ha aggiunto lo scrittore.

Papa Benedetto XVI ha ribadito oggi la propria “piena e indiscutibile solidarietà con gli ebrei”, ha condannato l‘uccisione “di milioni di ebrei” e ha detto che l‘Olocausto deve restare per tutti “un monito contro l‘oblio, la negazione o il riduzionismo”.

Il vescovo britannico Richard Williamson, uno dei quattro vescovi tradizionalisti le cui scomuniche sono state ritirate sabato scorso, in più di un‘occasione ha negato la piena esistenza dell‘Olocausto degli ebrei europei, accettata invece dalla corrente principale degli storici.

Williamson ha detto alla tv svedese: “Credo che le camere a gas non siano esistite” aggiungendo che nei campi di concentramento nazisti sono morti soltanto 300.000 ebrei e non 6 milioni.

Le sue dichiarazioni hanno provocato aspre proteste nel mondo ebraico e tra i cattolici progressisti, molti dei quali sostengono che metta in mbra oltre 50 anni di dialogo tra ebraismo e cattolicesimo.

“E’ un peccato per le relazioni tra ebrei e cattolici, che grazie a Giovanni XXIII e a Giovanni Paolo II, non erano mai state così buone”, ha puntualizzato Wiesel, facendo riferimento ai pontefici che hanno rivoluzionato i rapporti con gli ebrei dopo 2.000 anni di diffidenza.

IL VATICANO “NON POTEVA NON SAPERE”

Alla domanda se ritiene sia possibile che il Vaticano non sapesse che Williamson era un negazionista dell‘Olocausto, Wiesel, che ha vinto il Nobel nel 1986 ed è sopravvissuto ad Auschwitz e a Buchenwald, ha risposto: “No! La Chiesa sa quel che fa, soprattutto quando il Papa riabilita questo uomo, sanno quel che stanno facendo. Sanno quel che stanno facendo e lo fanno intenzionalmente. Ma francamente non so quali siano queste intenzioni”, ha precisato.

Fin da quando è scoppiata la polemica sulla decisone di Benedetto XVI di ritirare la scomunica, il Vaticano ha condannato le dichiarazioni di Williamson definendole “gravi, sconvolgenti (e) inaccettabili”.

Wiesel ha anche detto di non poter dare alcun consiglio al Vaticano su come far rientrare la polemica con gli ebrei aggiungendo che tuttavia qualcosa deve essere fatto.

“Il Vaticano ha creato questa situazione. Sta a loro risolverla. Per com’è adesso, è una situazione molto spiacevole. E del tutto inaspettata perché abbiamo nutrito forti speranze per le relazioni tra ebrei e cattolici proprio perché con questi due Pontefici le cose erano andate così bene... ma ora è il contrario”, ha rimarcato l‘80enne scrittore.

Wiesel ha raccontato le sue esperienze nei campi di concentramento nel libro “La notte”.

Alla domanda che cosa questa controversia rappresenti per lui personalmente, in qualità di sopravvissuto, ha risposto: “Sconcerto, shock, e un‘immensa tristezza”.

Ieri, il superiore di Williamson all‘interno del movimento tradizionalista dei lefebvriani ha pubblicamente chiesto scusa al Papa e ha detto che al vescovo è stato proibito, fino a nuovo ordine, di prendere posizione pubblica su questioni politiche o storiche.

Tuttavia Wiesel si è detto d‘accordo con altri leader della comunità ebraica che hanno sottolineato come il caso potrebbe avere ripercussioni nella lotta contro l‘anti-semitismo.

“Una cosa è chiara. La decisione del Papa di sicuro non ci aiuterà a combattere l‘anti-semitismo. Anzi, tutto il contrario”, ha concluso.

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