January 23, 2009 / 2:01 PM / 10 years ago

Milano, riflessione in teatro sulla guerra con "Suite Sarajevo"

MILANO (Reuters) - Nei giorni in cui le recenti vicende di Gaza hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica i drammi dei conflitti e delle conseguenze patite dai civili, una performance teatrale diventa occasione per una riflessione sulla guerra e la coscienza civile, prendendo spunto da un conflitto recente, quello dei Balcani, per un ripensamento approfondito che abbina all’emozione il ragionamento ed il percorso critico.

Il monumento ai caduti della guerra nel cimitero di Sarajevo. REUTERS/Danilo Krstanovic

E’ quanto propone “Suite Sarajevo”, racconto a più voci di Moreno Gentili in scena stasera a Milano, al Teatro Franco Parenti, nell’ambito delle Giornate dedicate alla Memoria, in una versione recitata dell’omonimo volume (edizione Archivi del ‘900) che Gentili, artista e concept designer esperto di cultura della comunicazione ha scritto.

Proposto con il sottotitolo “Risposte a Peter Handke”, in polemica con le posizioni dello scrittore tedesco che all’epoca aveva difeso il regime serbo, “Suite Sarajevo si apre con una significativa frase di Camus: ‘Quando saremo tutti colpevoli, sarà democrazia’. E in un momento in cui i fatti di guerra di buona parte del mondo inducono a riflettere, questa esperienza teatrale di valore civile intende essere un manifesto di pace”, spiega in una nota Gentili.

E il racconto a più voci, interpretate dall’attore Stefano Scherini, attore (Sostiene Pereira, Prometeo, Il partigiano Johnny) e Umberto Petrin, musicista jazz e performer, unisce testimonianze e indagini introspettive, sui temi del conflitto.

“Uno degli argomenti più duri di una guerra è certamente il principio di dissoluzione di ogni forma di libertà”, spiega l’autore. Che con il libro ora in versione teatrale, attraverso le voci narranti delinea tre percorsi narrativi: un marito e una moglie prigionieri dell’assedio di Sarajevo un narratore dei fatti e infine un testimone in conflitto con la propria coscienza europea di fronte all’evolversi della tragedia.

Un tracciato, spiega l’autore, per portare lettore e spettatore a prendere posizione, ed “a distinguere ben presto la possibilità di una scelta: decidere dove mettersi e in chi riconoscersi”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below