14 gennaio 2009 / 09:57 / 9 anni fa

Internet, per studio i rischi per i minori sono sovrastimati

<p>Una pagina del social network Facebook, immagine d'archivio. REUTERS/Tarmo Virki (FINLAND) EMBARGOED UNTIL 0300 GMT SEPTEMBER 9, 2008</p>

CHICAGO (Reuters) - I timori che Internet e i servizi di social networking come MySpace rappresentino una minaccia per la sicurezza dei bambini potrebbero essere sovrastimati, secondo una ricerca realizzata da esperti di tecnologia e studiosi.

Il rapporto, diffuso oggi, suggerisce che le più grandi minacce alla sicurezza dei bambini online possono arrivare da altri bambini e che i loro comportamenti possono contribuire ai problemi che incontrano.

“I minori non sono ugualmente a rischio online”, spiega lo studio. “Quelli più in pericolo spesso hanno atteggiamenti rischiosi e hanno difficoltà in altre parti della loro vita”.

La ricerca è stata prodotta dall‘Internet Safety Technical Task Force, creata lo scorso febbraio da 49 procuratori generali statali.

“I rischi che i minori affrontano online sono complessi e sfaccettati, e nella maggior parte dei casi non particolarmente diversi da quelli che affrontano offline, e ... diventando più grandi, i minori stessi contribuiscono ad alcuni di questi problemi”, spiega lo studio.

La Task Force include dirigenti dei servizi di social networking come Facebook e MySpace di News Corp e di altre società media e tecnologiche come Yahoo, Verizon e Aol di Time Warner.

Le scoperte potrebbero essere importanti per Facebook and MySpace. Entrambi i siti hanno un grosso numero di membri giovanissimi e i genitori hanno espresso timori sull‘approccio dei figli a questi newtwork.

Entrambi hanno firmato accordi con i procuratori generali per aumentare i loro sforzi nel proteggere i più giovani dai molestatori.

MySpace ha ricevuto una causa nel 2006 da una 14enne che aveva detto di essere stata aggredita da un 19enne conosciuto sul sito.

Diffuso dal Berkman Center for Internet & Society dell‘università di Harvard, il rapporto suggerisce che la più grande minaccia alla sicurezza dei bambini online deriva dai bambini stessi.

Il bullismo e le molestie, specie tra i pari, sono il problema più frequente che i minori affrontano sia sul Web che altrove.

Non tutti però sono d‘accordo. John Phillips, membro della task force e dirigente di Aristotle, società che realizza software che verificano l‘identità e l‘età delle persone su Internet, sostiene che accusare figli e genitori non sia la risposta.

“Genitori e figli devono essere più attenti”, spiega in una intervista telefonica, aggiungendo però che anche l‘industria deve fare di più per proteggere i minori dai molestatori.

MySpace, che ha contribuito a finanziare lo studio, ha detto in una nota di appoggiare pienamente le conclusioni chiave dello studio, sottolineando che “non ci sono singole soluzioni tecnologiche indirizzate ad un rischio specifico”.

Altre società che hanno finanziato lo studio includono Microsoft, Viacom, AT&T, Symantec, Turner Broadcasting, Loopt e Linden Lab, creatore della comunità online Second Life.

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