15 dicembre 2008 / 12:23 / 9 anni fa

Iraq, scarpe contro Bush, giornalista diventa celebrità

<p>Il presidente Usa Bush, costretto ad abbassarsi per evitare la scarpa lanciata dal giornalista iracheno Zaidi. REUTERS/Reuters TV (IRAQ)</p>

Di Waleed Ibrahim

BAGHDAD (Reuters) - Il giornalista iracheno che ha scagliato le sue scarpe contro il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, atto visto come un enorme insulto, è diventato improvvisamente famoso in Iraq.

Il giornalista televisivo Muntazer al-Zaidi, sciita, che era già finito una volta sui giornali per essere stato rapito per breve tempo nel 2007, ha detto di provare rabbia nei confronti di Bush per le migliaia di iracheni morti dall‘invasione nel 2003 delle forze guidate dagli Usa.

Zaidi è stato arrestato oggi dal governo iracheno, che lo accusa di aver compiuto un “atto vandalico” e sarà processato per aver insultato lo stato iracheno.

Il canale televisivo indipendente per cui lavora, al-Baghdadiya television, ha chiesto il suo rilascio, mentre manifestazioni in suo sostegno sono state organizzate anche a Sadr City a Baghdad, a Bassora, roccaforte meridionale sciita, e nella città santa di Najafa, dove alcuni dimostranti hanno lanciato scarpe contro un convoglio Usa.

“Grazie a Dio l‘atto compiuto da Muntazer riempie gli iracheni d‘orgoglio”, ha detto a Reuters Television suo fratello, Udai al-Zaidi, chiedendo che il governo lo rilasci.

“Sono sicuro che molti iracheni vorrebbero fare quello che ha fatto Muntazer. Lui diceva sempre agli orfani che avevano perso il padre che la colpa era di Bush”.

Zaidi ha urlato a Bush “questo è un addio dal popolo iracheno, cane”, durante una conferenza stampa in cui il presidente uscente Usa, in una visita inattesa di addio a Baghdad, stava incontrando il primo ministro Nuri al-Maliki.

Il giornalista ha poi lanciato una scarpa contro Bush, costringendolo ad abbassare la testa, e poi un‘altra, che gli è passata sopra ed è andata a finire contro il muro dietro di lui. Lanciare le scarpe contro qualcuno è uno dei peggiori insulti nella cultura araba.

Zaidi dopo l‘episodio, è stato trascinato fuori dalla stanza scalciante e urlante dalle guardie di sicurezza, e dopo un attimo di interruzione la conferenza stampa è proseguita, con le urla del giornalista che si sentivano ancora da fuori.

UN ATTO BARBARICO

Il governo ha detto che Zaidi ha compiuto un “atto barbarico e infamante” e ha chiesto al canale televisivo per cui lavora di scusarsi pubblicamente.

Al-Baghdadiya Television ha mandato in onda a lungo della musica patriottica con la faccia di Zaidi proiettata sullo schermo.

Un giornalista televisivo ha letto solennemente una richiesta per il suo rilascio, “in conformità ai valori democratici e alla libertà d‘espressione che le autorità Usa hanno promesso agli iracheni”.

La richiesta aggiungeva che qualunque misura severa nei confronti del giornalista sarebbe una rievocazione “della dittatura”.

Il sindacato iracheno dei Giornalisti ha dichiarato di trovarsi in una posizione “critica e imbarazzante” a causa della condotta “molto poco professionale” e irresponsabile di Zaidi, ma nonostante questo, ha chiesto a Maliki la liberazione del giornalista per questioni umanitarie.

“E’ stato il lancio del secolo. Credo che Bush se lo sia meritato, perché non ha mantenuto le promesse che aveva fatto agli iracheni”, ha detto Abu Hussein, 48enne residente a Baghdad.

La reazione del Parlamento è stata ambivalente, infatti mentre qualcuno ha commentato che Zaidi ha scelto il luogo sbagliato per la sua protesta, altri hanno esultato.

“La scarpa di al-Zaidi è la più famosa di tutto il mondo”, ha detto Fawzi Akram, un avvocato fedele all‘anti-americano sciita Moqtada al- Sadr.

Un gruppo di beneficenza libico guidato dalla figlia di Muammar Gaddafi, Aicha Gaddafi, ha assegnato a Zaidi un premio per il suo coraggio.

Zaidi era stato rapito a novembre del 2007 e tenuto due giorni con gli occhi bendati da uomini armati che lo avevano interrogato a proposito del suo lavoro, ma senza chiedere un riscatto.

I suoi colleghi hanno detto che l‘uomo prova rabbia nei confronti di Bush, ritenendolo responsabile degli spargimenti di sangue in Iraq, anche se sembra che non abbia perso nessun parente stretto nelle insurrezioni che negli ultimi mesi avevano iniziato finalmente a calmarsi.

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