18 novembre 2008 / 14:44 / tra 9 anni

Scala, confederali contro Fials, domani incontro col pubblico

<p>Veduta esterna del teatro La Scala, a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

di Ilaria Polleschi

MILANO (Reuters) - I sindacati confederali del teatro alla Scala hanno preso oggi ufficialmente le distanze dall‘autonomo Fials, che rappresenta buona parte degli orchestrali, criticando duramente la possibilità che la prima del 7 dicembre possa non andare in scena per uno sciopero e aprendo domani sera il teatro per un incontro con i cittadini e alcuni momenti di spettacolo.

“Domani alle 20 saremo presenti in teatro con un‘assemblea aperta a tutti, pubblico e istituzioni, e con alcune rappresentazioni artistiche”, ha spiegato oggi in una conferenza stampa straordinaria Giancarlo Albori, della Slc-Cgil.

Cgil, Cisl e Uil hanno voluto ribadire la loro estraneità alla possibilità che il prossimo 7 dicembre -- tradizionalmente la serata di inaugurazione della stagione -- il sipario possa non aprirsi e che il previsto “Don Carlo” non vada in scena.

“E’ un‘opzione che giudichiamo irresponsabile e che in 250 anni di storia non è mai accaduta”, ha sottolineato Domenico Dentoni della Uil.

Tutte le sigle sindacali sono state impegnate negli ultimi mesi in una vertenza con il teatro, che ha portato a luglio alla firma di un pre-accordo per il contratto integrativo del quadrienno 2008-2011, dal valore complessivo di 11,5 milioni di euro, con aumenti ripartiti su vari parametri a seconda delle mansioni.

La bozza è stata approvata il mese scorso da un referendum a cui ha partecipato oltre il 90% dei lavoratori.

Il Fials, che rappresenta la maggioranza delle cosiddette masse artistiche, ritiene però che coro e orchestrali siano penalizzati economicamente dall‘accordo e per questo hanno indetto una serie di scioperi, che per esempio faranno saltare le prossime tre repliche domani, il 21 e il 23 novembre della “Vedova allegra”, attuale spettacolo in cartellone.

SENSO DI RESPONSABILITA’

I sindacati confederali sostengono che continuare il muro contro muro nelle trattive metta a repentaglio gli stipendi delle maestranze meno retribuite e coloro che lavorano a chiamata, oltre a porre un rischio occupazionale nell‘eventualità che possano saltare altri spettacoli.

“Ciò si inquadra in un contesto preciso, dove il governo sta portando avanti un attacco all‘autonomia dei teatro con il taglio ai finanziamenti, mettendo in grave difficoltà la produzione culturale dal vivo. Per questo richiamare al senso di responsabilità chi opera nel settore era una precondizione e per questo noi abbiamo sottoscritto il pre-accordo ratificato dal referendum”, ha aggiunto Albori, ricordando l‘attuale crisi economica globale e sottolineando che la finanziaria prevede un taglio del 35% del Fus, il fondo per gli spettacoli.

“Il Fials sta storpiando il diritto di sciopero”, gli ha fatto eco Renato Zambelli della Cisl. “Senza contare che l‘ente potrebbe rivedere la programmazione delle prossime stagioni tagliando nuovi contratti a tempo che sono stati ottenuti”.

Ieri, il cda della Scala -- che ha confermato come sovrintendente almeno fino al 2013 Stephane Lissner -- ha sottolineato in una nota di ritenere chiusa la trattativa sul contratto integrativo, aggiungendo di essere in grado di chiudere il bilancio 2008 in pareggio “in assenza di scioperi e di altri eventi straordinari che ne possano comprottere l‘equilibrio”.

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