12 novembre 2008 / 09:54 / tra 9 anni

Parità sessi, Italia al 67esimo posto nel mondo

GINEVRA/ROMA (Reuters) - Le donne restano ancora molto indietro rispetto agli uomini nei ruoli più importanti della politica e in quelli decisionali, e questo è un enorme spreco di talenti visto che il loro accesso all‘istruzione e alla sanità è quasi pari a quello maschile.

<p>Alcuni studenti a lezione REUTERS/Sergei Karpukhin</p>

E’ quanto emerge dalla relazione 2008 del Forum Economico Mondiale sul “Divario globale tra i sessi”, da cui si evince inoltre che Norvegia, Finlandia e Svezia sono i paesi con un maggior grado di uguaglianza tra i sessi, mentre Arabia Saudita, Chad e Yemen sono risultati quelli con il divario più ampio. L‘Italia ha segnato un buon progresso tra il 2007 e quest‘anno, ma resta ancora al 67esimo posto.

Facendo una media dei 130 risultati nazionali, lo studio ha trovato che ragazze e donne hanno quasi raggiunto l‘uguaglianza con i loro pari di sesso maschile nell‘istruzione, nella sanità e nel tasso di sopravvivenza, sia nei paesi ricchi che in quelli poveri.

Ma a livello economico, in termini di partecipazione alla forza lavoro e di opportunità di guadagno, e a livello politico, in termini di potere, la disparità tra i sessi rimane elevata.

“Le donne nel mondo sono istruite e sane più o meno come gli uomini, ma da nessuna parte ricoprono ruoli di grande responsabilità”, ha detto Saadia Zahidi, del Forum Economico Mondiale, un gruppo di esperti con sede in Svizzera che è conosciuto principalmente per il summit di Davos che si tiene in gennaio.

ITALIA 67ESIMA

L‘Italia risulta al 67esimo posto di questa speciale classifica, con un miglioramento di 18 posti quest‘anno, con i dati che mostrano miglioramenti molto significativi nella percentuale di donne tra ministri, parlamentari, dirigenti e manager, dice il rapporto.

Per quanto riguarda la classifica della “partecipazione e dell‘opportunità economica” è 85esima, 83esima per “Salute e sopravvivenza”, ma è al 46esimo per quanto riguarda la politica e al 43esimo per l‘istruzione.

La maggior parte degli altri paesi europei, però sono meglio piazzati nella classifica generale. Oltre ai paesi nordici, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Lettonia e Moldova sono tutti nei primi 20 posti, insieme a stati africani come Lesotho e Mozambico.

In una posizione più bassa rispetto a quella dell‘Italia spiccano invece Repubblica Ceca, Romania, Grecia, Cipro, Armenia, Georgia, Malta, Albania e Turchia.

Lo studio ha usato dati delle Nazioni Unite e altri per soppesare quanto uniformemente ogni nazione distribuisce le risorse tra i due sessi.

“L‘indice, per esempio, non penalizza i paesi che hanno un basso livello di istruzione complessivo, ma piuttosto quelli in cui l‘istruzione è distribuita in modo disomogeneo tra uomini e donne”, ha detto il co- autore dello studio Ricardo Hausmann dell‘Università di Harvard.

A parte le regioni nordiche, che tradizionalmente hanno un buon livello di parità dei sessi, la Nuova Zelanda si è classificata quinta, in parte anche grazie al potere politico delle donne, tra cui il primo ministro Helen Clark.

Le Filippine, il cui presidente è una donna, sono al sesto posto

Gli stati Uniti sono arrivati al 27esimo posto e il Canada al 31 esimo.

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