4 novembre 2008 / 15:47 / 9 anni fa

Studenti contro riforma: ecco l'identikit di chi protesta a Roma

di Paola Diana

<p>Studenti in corteo in centro a Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

ROMA (Reuters) - Sembra essere un’“onda anomala” quella che da alcune settimane anima le proteste di piazza studentesche nella capitale contro le riforme preannunciate dal governo: composto nella quasi totalità da studenti in corso, il movimento delle Università romane politicamente non si schiera, annovera tra i propri miti Roberto Benigni e Roberto Saviano, si in informa su Internet e mette al primo posto dei valori la famiglia.

Secondo i risultati di un sondaggio presentato oggi -- condotto su 1.000 studenti della Facoltà di Lettere dai docenti Giampiero Gamalieri ed Edoardo Novelli dell‘Università Roma Tre -- l‘identikit di chi in questi giorni contesta le idee di riforma universitaria del governo si discosta dall‘immagine dello studente politicizzato, un po’ attempato e fannullone avanzata da alcuni.

Condotta attraverso un questionario di 26 domande chiuse, l‘indagine rileva che il 94% dei rispondenti frequenta regolarmente le lezioni, e che nell‘83% dei casi si tratta di studenti in corso.

Oltre la metà (55%) lavora, anche se solo il 7% dichiara di riuscire a mantenersi in modo completamente autonomo, mentre il 47% ammette di dipendere completamente dalla propria famiglia. Un‘anomalia questa, secondo Novelli, se si guarda ai movimenti degli anni 70, quando i gruppi contestatari si componevano per la maggior parte da studenti-lavoratori.

In più, aggiunge il professore, contrariamente a quanto accadeva pochi decenni fa, l’“onda” di oggi sembra non avere una sua controcultura: il 46,9% utilizza come principale fonte di notizie Internet, dove l‘informazione difficilmente può definirsi alternativa, il 28,5% segue i notiziari in tv e solo il 6,6% trae la maggior parte delle proprie informazioni dai quotidiani.

Altro dato interessante, afferma Novelli, è quello riguardante i valori: se per antonomasia i componenti di un movimento si dovrebbero orientare verso valori che riguardano la sfera pubblica, la maggior parte degli studenti dell‘indagine pone ai primi posti la famiglia, l‘amicizia e l‘amore, e solo al settimo la politica.

Le personalità di riferimento, infine, per i giovani del movimento non sono governanti, parlamentari o leader di partito, ma coloro che animano la cosiddetta area dell’“antipolitica”: al primo posto troviamo quindi Roberto Benigni, al secondo lo scrittore sotto scorta Roberto Saviano, al terzo Marco Travaglio, al quarto Beppe Grillo.

NE’ A DESTRA NE’ A SINISTRA

Se il sondaggio mostra -- come prevedibile -- una forte prevalenza di votanti a sinistra nelle ultime elezioni politiche tra gli intervistati (il 49,4% dei rispondenti ha votato il Partito Democratico, il 16,8% la Sinistra Arcobaleno, il 10,1% l‘Italia dei Valori), gli attivisti della protesta studentesca respingono etichette e strumentalizzazioni rivendicando un‘azione comunque politica sul movimento di piazza.

“E’ vero che questo movimento non ha rappresentanza, né di destra né di sinistra ... (ma) non è vero che questo movimento non tende a valutazioni che rilanciano idee alternative”, ha detto uno studente 24enne intervenendo alla conferenza stampa indetta per la presentazione dell‘indagine.

“La politica secondo me significa dire e fare cose che riguardano la propria vita quotidiana, in questo il movimento è molto politico”.

Contro le strumentalizzazioni si è espressa anche la preside di Facoltà Francesca Cantù, affermando che mettere gli studenti “gli uni contro gli altri è un elemento di polemica e di degrado della valutazione dello stato dell‘Università, e delle possibili uscite verso un futuro migliore, che incide profondamente e negativamente sulla risoluzione di questa controversia”.

“Se si sta diffondendo non è perché qualcuno ci sta plagiando”, ha detto un‘altra studentessa, che senza dichiarare la propria età aggiunge di trovare “codarde” le domande di chi le chiede perché tanto interesse per i giovanissimi, affermando di agire per “altruismo”.

“E’ nato un movimento studentesco e ha trovato un‘anima... Questa onda nasce come un movimento studentesco ma ora il nostro compito è quello di farlo diventare un movimento giovanile, perché anche chi lavora vive i nostri problemi”, ha concluso un altro studente.

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