3 novembre 2008 / 11:37 / tra 9 anni

Vino Novello: ripresa made in Italy, ora piace anche a esperti

ROMA (Reuters) - Grazie a una buona vendemmia in termini di qualità e un aumento della produzione, Coldiretti prevede quest‘anno una lieve ripresa del novello made in Italy, vino tradizionalmente apprezzato dalle nuove generazioni ma rivalutato oggi anche da molti esperti che lo considerano ormai un rito di stagione.

<p>Vino Novello: ripresa made in Italy, ora piace anche a esperti. REUTERS/Victor Fraile</p>

Saranno 17 milioni le bottiglie in commercio dal prossimo mercoledì da produzione italiana di novello 2008, secondo quanto riferisce una nota di Coldiretti che stima una leggera ripresa rispetto allo scorso anno anche per effetto di una vendemmia positiva per qualità e in aumento del 5% su 45 milioni di ettolitri.

Il costo di una bottiglia di novello nostrano va dai tre e agli otto euro e il settore, in cui operano quasi quattrocento aziende su tutto il territorio nazionale, secondo le stime Coldiretti fattura oltre 80 milioni di euro l‘anno.

Primo produttore in Italia è il Veneto, dalle cui cantine esce un terzo della produzione totale e che insieme alla Toscana copre quasi la metà della produzione nazionale. Seguono Trentino, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Lazio, Umbria, Piemonte e Marche.

Nella penisola -- riferisce Coldiretti -- la produzione è caratterizzata sopratutto da novelli monovitigno con l‘utilizzazione di un‘ampia gamma di vitigni autoctoni, ma i più utilizzati sono, nell‘ordine, Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano e Barbera.

Il novello made in Italy arriva sul mercato con due settimane di anticipo rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese, che si potrà assaggiare solo a partire dal terzo giovedì di novembre, quando è previsto per legge il déblocage.

SEMPRE PIU’ APPREZZATO ANCHE TRA GLI ESPERTI

Nato negli anni 50 in Francia nella regione del Beaujolais e caratterizzato dal metodo di vinificazione messo a punto dal ricercatore francese Flanzy, il novello è stato nel tempo soprannominato “vino da bere giovane”, per la sua attrattiva su un pubblico poco esperto che ne ama l‘effervescenza e i profumi fruttati.

Eppure, la bevanda di Bacco sinonimo di inizio autunno e primo anticipo di caratteri e colori della nuova vendemmia, sembra essere destinata a divenire un rito di stagione da abbinare a castagne, salumi e primi piatti anche tra i palati più raffinati.

Secondo un sondaggio condotto dal popolare portale per gli enoappassionati Winenews.it in collaborazione con Vinitaly -- che il 5 e 6 novembre a Verona firmerà quest‘anno la “prima” di “Anteprima Novello” -- gli appassionati che finora tendevano a snobbarlo iniziano a ricredersi: per il 38% degli amanti del buon bere acquistare e degustare una bottiglia di novello è diventata una consuetudine dell‘autunno, e per ben il 42% di chi ha risposto al sondaggio -- 1.290 appassionati di vino & web -- il novello rappresenta “una curiosità enologica da assaggiare una volta all‘anno”.

E se “non piace molto” al 26% degli intervistati, “non interessa” al 21% ed è considerato “un vino di scarsa qualità” dall‘11%, tra chi lo sceglie sembra prevalere il semplice desiderio di provare nuovi produttori, sperimentare, curiosare, piuttosto che la fedeltà a un marchio: solo il 22% degli intervistati ne ha uno preferito mentre il 78% cambia ogni volta.

Si confermano comunque le tradizioni in fatto di accostamento di sapori: secondo il sondaggio si consolida l‘abbinamento con castagne e caldarroste (41%), salumi (20%) e primi piatti (17%), mentre qualcuno osa accompagnandolo con la pizza (22%).

Non sono benevoli però, secondo l‘indagine, i giudizi sulla qualità del novello: per il 44% questo vino non riuscirebbe ad esprimere qualità e territorio. Solo il 10% ne dà un giudizio totalmente positivo.

Per quasi i tre quarti degli intervistati, poi, esisterebbero troppe etichette in Italia, con una eccessiva offerta sugli scaffali, mentre per il restante 27% la possibilità di avere di fronte una ricca scelta rappresenta un fattore positivo per il consumatore.

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