28 ottobre 2008 / 08:42 / 9 anni fa

Cibo: 92% italiani vogliono più informazione,78% contro Ogm-poll

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Mentre non si spegne l‘eco dello scandalo per il “latte alla melammina” dalla Cina, il 92% degli italiani chiede maggiore informazione ai media sulla qualità del cibo.

E nonostante l‘apertura del governo di centrodestra agli Organismi geneticamente modificati, il 78% resta contraria all‘impiego in agricoltura, soprattutto per i timori per la salute.

Lo dice un sondaggio che viene presentato oggi a Roma in un convegno e commissionato dalla Fondazione per i Diritti Genetici, un organismo di ricerca sulle biotecnologie.

“Il 92% degli italiani vorrebbe una maggiore informazione sulla qualità del cibo - dice una nota di Demopolis, l‘istituto che ha realizzato il sondaggio - Il rapporto tra alimentazione e salute rappresenta oggi una delle principali preoccupazioni dei cittadini, che si dimostrano sempre più attenti alle tematiche della sicurezza alimentare”.

In generale, dice il rilevamento - effettuato su un campione di oltre 1.500 persone nei primi 10 giorni di ottobre - la prima voce che conta nella scelta di un prodotto agro-alimentare è il costo, secondo il 68% degli intervistati. La qualità viene subito dopo, col 62%, una certa importanza ha anche la “provenienza geografica” del cibo, col 59% delle risposte. Mentre solo il 36% dice di decidere in base a quanto legge sulle etichette.

Nel sondaggio, gli italiani si dichiarano “molto o abbastanza interessati” nel 91% dei casi, e il dato cresce (fino al 96%) in chi ha più di 55 anni. Ma gli intervistati bocciano l‘informazione dei mass media in materia: per il 66%, infatti, il livello di informazione fornita sui temi dell‘alimentazione e della qualità del cibo è “mediocre” o “scarso”. Di qui la richiesta di maggior informazioni, soprattutto dalla tv,che proviene dal 92% degli italiani.

RESTA IL NO AGLI OGM

Il sondaggio di Demopolis conferma poi che gli italiani restano contrari all‘uso degli organismi geneticamente modificati, anche se solo pochi giorni fa il ministro della Salute Maurizio Sacconi ha proposto di sbloccare la “moratoria di fatto” sulla ricerca e l‘uso degli Ogm.

Il 78% di chi ha risposto correttamente alla domanda “saprebbe dirmi cosa vuol dire Ogm?” è contrario all‘uso, sia per i rischi per la salute che perché, dice, “danneggiano la produzione di qualità”. Solo il 4% si dice “completamente favorevole” a questo tipo di biotecnologia, mentre il 18% lo sarebbe “se fosse accertata l‘assenza di rischi per la salute e per l‘ambiente”. L‘89% non acquisterebbe comunque prodotti Ogm.

Ma il timore degli italiani riguarda anche l‘uso di pesticidi e altri prodotti chimici in agricoltura: ben l‘88% degli intervistati da Demopolis si dicono “molto o abbastanza” preoccupati (l‘85% si preoccupa poi della ricaduta dei “criteri di allevamento degli animali” sul cibo).

CRITICHE AI MEDIA: POCHE SPIEGAZIONI, TROPPI TECNICISMI

Ma se gli italiani chiedono più informazione sulla qualità dei cibi, la ricerca della Fondazione presieduta dall‘ex leader del ‘68 Mario Capanna, che viene presentata oggi in un convegno alla Camera dei deputati, non è molto tenera con la stampa italiana e con la qualità dell‘attenzione che presta ai temi della sicurezza alimentare.

Un‘analisi condotta dall‘istituto di ricerca Data Lab, dice per esempio che per quanto riguarda in particolare gli Ogm, anche se i media tendono a presentarli “in maniera prevalentemente negativa”, mancano spiegazioni e approfondimenti.

Giornali, tv e radio sembrano dare per scontato, dice il rapporto, “che il lettore o l‘ascoltatore abbia già un certo livello di conoscenze relativamente al tema degli Ogm così come rispetto ad altri temi ad esso correlati”.

In più, dicono ancora i ricercatori, la stampa fa un uso “massiccio” di “tecnicismi usati senza spiegazione”.

Aspetti - è la conclusione - “a nostro avviso particolarmente salienti che ci danno la misura di quanto il dibattito sugli Ogm tenda a una specializzazione e del fatto che si è ancora in presenza di una divulgazione poco efficace e poco idonea a informare e coinvolgere la maggioranza dei cittadini italiani”.

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