18 ottobre 2008 / 13:25 / 9 anni fa

Tony Curtis ricorda Marilyn e una carriera segnata dal divorzio

di Christian Wiessner

<p>Tony Curtis con la moglie Jill Vandenberg . REUTERS/Mario Anzuoni</p>

NEW YORK (Reuters) - Si dice che le rotture siano dolorose, Tony Curtis leggenda dello schermo afferma che le conseguenze del matrimonio fallito con l‘attrice Janet Leigh hanno segnato la sua carriera in modo irreparabile.

A 83 anni, Curtis ricordato per la sua bellezza e l‘abilità di dongiovanni di Hollywood quanto per i suoi ruoli in film come “A qualcuno piace caldo”, “Spartaco” e “Lo strangolatore di Boston”, ha scritto “American Prince,” libro di memorie che volge lo sguardo a sessant‘anni di carriera.

Curtis riconosce che le sue relazioni extraconiugali fossero ben note e dice che fu più difficile ottenere una parte quando la simpatia di Hollywood andò tutta alla Leigh e alle loro due figlie, Kelly e Jamie Lee, divenuta a sua volta attrice.

“C‘erano riviste che facevano titoli del tipo: ‘Tony va con una ragazzina e le sue figlie piangono”, dice Curtis a Reuters.

“Se un matrimonio non funziona, cosa si aspetta a fare? Ma perché sono stato sacrificato in questo modo? Non avevo lo stesso diritto di chiunque altro di cercare un futuro e una compagna nel modo che volevo?”, dice.

Curtis afferma di aver perso amici come Robert Wagner per quel che molti avevano considerato un maltrattamento nei confronti della Leigh, e che può solo immaginare come lui cambiò agli occhi dei produttori.

“Non piacque a un sacco di gente. Mi spiace che l‘abbiano presa in questo modo ma non potevo dimenticare quello di cui avevo bisogno solo per ottenere dei bei titoli sui giornali”, afferma.

Nato come Bernard Schwartz a New York e cresciuto quasi in povertà, l‘attore non perse mai il suo accento tipico della città malgrado gli sforzi degli insegnanti di dizione degli studios.

Sua madre, a cui fu diagnosticata una forma di schizofrenia, era una donna scostante e a volte violenta e lui afferma che la sua costante rincorsa alle donne sia stata una ricerca di un surrogato della figura materna.

“Non c’è stata nessuna donna sulla quale abbia potuto contare ad eccezione delle ragazze di cui mi sono innamorato. Mi davano più sicurezza di quanta mi abbia mai dato mia madre, quella considerazione e comprensione che da lei non ho mai avuto”.

COSI’ LA MONROE SI TRASFORMO’

Dopo essere approdato a Hollywood nel 1948, una delle donne da cui Curtis aveva tratto conforto era un‘altra sconosciuta di nome Marilyn Monroe. “Non ci si può immaginare che aspetto avesse, così pura e bella con i suoi capelli rossi a coda di cavallo”, ricorda Curtis.

I due ebbero una relazione di mesi ma le esigenze di carriera di entrambi li costrinsero a rompere.

Dieci anni dopo, erano entrambi delle stelle affermate quando divisero lo schermo in “A qualcuno piace caldo” che fu un enorme successo. Curtis notò i cambiamenti fisici ed emotivi della Monroe.

“I vestiti, i capelli ora biondo platino. Non ascoltava più molto, era diventata dura e poteva essere crudele”.

Curtis dice che la strepitosa celebrità della Monroe seguita alla sua formazione traumatica l‘aveva lasciata confusa ed alla mercè di potenti figure senza scrupoli di Hollywood.

“Mi aveva raccontato delle case nelle quali era dovuta andare da ragazza. C‘erano strane persone che aveva dovuto ospitare e deve aver subito abusi fisici. Fu per questo che Marilyn perse di vista cosa stesse cercando”.

La Monroe morì nel 1962 a 36 anni per quella che fu ufficialmente definita un‘involontaria overdose di farmaci.

Negli anni Sessanta la carriera di Curtis fu in declino e non riguadagnò più il ruolo di stella che aveva avuto. Ottenne meno ruoli, sposandosi e divorziando altre quattro volte. Negli anni Ottanta uscì da una grave dipendenza dalla cocaina, diventando un pittore prolifico e rispettato,ed opra vive fuori Las Vegas con Jill, sua moglie da dieci anni.

Dice che i rapporti a lungo tesi con le figlie avute dalla Leigh ora sono migliorati.

“Siamo arrivati al punto che hanno capito che ho 83 anni, e allora restiamo amici. Ma devono starsene alla larga se vengono a recriminare perché non so quanto tempo fa ho lasciato la loro madre. Ho una possibilità di essere perdonato?”.

Curtis dice di aver trovato la pace.

“La vita è stata una battaglia ma ora è più facile. I ricordi si sono ammorbiditi e ora non sto più male per quelle cose”, dice.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below