16 ottobre 2008 / 18:14 / 9 anni fa

Crisi finanziaria domina la giornata mondiale della Fao

di Phil Stewart

ROMA (Reuters) - Le organizzazioni leader nella lotta contro la fame nel mondo hanno espresso la loro frustrazione oggi alla Giornata mondiale dell‘alimentazione per come la crisi finanziaria globale ha messo in ombra il problema della fame nel mondo che colpisce milioni di persone.

La Banca Mondiale prevede che gli elevati prezzi del cibo e del carburante faranno aumentare il numero di malnutriti nel mondo di 44 milioni quest‘anno, per un totale di 967 milioni.

Gli economisti hanno anche avvisato che i poveri potrebbero essere i più esposti a una crisi economica globale.

“I media hanno messo in luce la crisi finanziaria alle spese della crisi alimentare”, ha detto Jacques Diouf, a capo della Fao, l‘agenzia Onu per l‘alimentazione e l‘agricoltura.

Il direttore esecutivo del World Food Programme, Josette Sheeran, ha ammesso che persino i cittadini di paesi ricchi sono stati colpiti dagli elevati prezzi del cibo e dalla crisi finanziaria.

“Ma per chi vive con meno di un dollaro al giorno, è una questione di vita o di morte”, ha aggiunto Sheeran.

I sostenitori di misure più urgenti si sono chiesti perché le nazioni più ricche del mondo non dovrebbero mostrare la stessa sollecitudine nel salvare le persone dalla fame, come hanno fatto per salvare le banche dalla crisi.

“La mia posizione è che la crisi finanziaria è grave, e merita una attenzione urgente e dedizione, ma così è anche la questione della fame, e milioni potrebbero morire. C’è qualcosa di meno urgente?”, ha chiesto l‘ex segretario generale dell‘Onu Kofi Annan.

SPECULAZIONE, EGOISMO

Papa Benedetto XVI ha attribuito la responsabilità della fame alla “speculazione senza limiti” sui mercati, in parte responsabile degli alti prezzi del cibo.

Il Pontefice ha anche puntato il dito sull’“egoismo” dei ricchi del mondo alla scarsa distribuzione di risorse.

Una Ong con sede in Senegal ha detto che la scarsa attenzione alla crisi alimentare mostra un “problema di giustizia, di equità e di solidarietà”.

“Se sono in grado di recuperare fondi per il sistema bancario, possono anche trovare modi per ridurre la povertà nel mondo”, ha detto Vore Gana Seck, presidente del Consiglio delle Ong d‘appoggio allo sviluppo (Congad) di Dakar. “Penso che sia un problema di priorità”.

I prezzi di grano, riso, mais e altri cereali nel mondo in via di sviluppo sono aumentati drammaticamente quest‘anno, sebbene siano calati negli ultimi mesi.

In Somalia, il prezzo del grano è aumentato del 300% in 15 mesi ad aprile. Il prezzo del mais nell‘Africa meridionale è aumentato ovunque tra il 40% e il 65%, limitando la capacità dei poveri di alimentarsi”, ha fatto sapere il gruppo di aiuti Oxfam.

“E’ stupefacente che la comunità internazionale non sia riuscita a organizzarsi per rispondere adeguatamente” alla crisi alimentare ed energetica, ha detto Barbara Stocking, numero uno di Oxfam.

“Abbiamo bisogno di una risposta internazionale coordinata, guidata dalle Nazioni Unite, che incanali i fondi urgentemente verso coloro che hanno bisogno, e guidi alla implementazione di riforme sul lungo termine”.

Diouf ha detto che il mondo possiede il know-how per combattere la fame, anche se la popolazione aumenterà a una stima di 9 miliardi di persone entro il 2050.

Diouf ha però lamentato che la sua agenzia manca di risorse e che ha ricevuto solo il 10% dei 22 miliardi di dollari promessi a giugno, dopo le rivolte avvenute in alcuni dei paesi colpiti dalla crisi alimentare.

“Abbiamo una grave carenza di risorse finanziarie necessarie per rispettare le aspettative”, ha detto Diouf.

“Nonostante i discorsi appassionati e gli impegni finanziari fatti da molti paesi, solo una minuscola porzione di quello che è stato promesso a giugno è stato stanziato”.

L‘economista Jeffrey Sachs ha espresso ai giornalisti il suo pessimismo sul futuro, considerata l‘assenza di progressi anche quando la crisi alimentare ha riempito i titoli dei giornali all‘inizio di quest‘anno.

“Ci sono motivi per ritenere che in base all‘attuale tendenza andremo peggio, a causa dell‘aumento della popolazione, di più scombussolamenti climatici, maggiore degrado ambientale e una mancanza di capacità dei luoghi poveri di rispondere adeguatamente”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below