10 ottobre 2008 / 09:22 / 9 anni fa

Crisi? Gli europei si fanno cauti e creativi

di Kerstin Gehmlich

<p>Un cartello immobiliare a Marsiglia REUTERS/Jean-Paul Pelissier (FRANCE)</p>

BERLINO (Reuters) - Lukas Schmidt sta guardando le foto invitanti di spiagge dalla sabbia chiara e circondate di palme che campeggiavano sulla vetrina di un‘agenzia di viaggi di Berlino, poi però sospira e si volta.

“In realtà volevo portare la mia ragazza in Spagna a dicembre, ma penso che alla fine resteremo qui”, dice il meccanico 27enne.

“Non penso che i prezzi siano saliti, ma con questa crisi del credito sui media, pensi a quello che succederà poi”.

Come Schmidt, molti europei raccontano che, di fronte alla crisi, stanno tagliando le spese per cose non essenziali come vacanze, mobili, vestiti, cibi biologici, e cercando di risparmiare facendo acquisti nei discount.

Ma d‘altra parte, la crisi sta creando nuove e originali opportunità, come le barre di cioccolato “credit crunch” e le “meltdown parties”, le feste per il disastro. E le autorità spagnole hanno scoperto che possono arrivare alla fine del mese facendo più contravvenzioni stradali.

“Ci sono certe cose che ho tagliato, per esempio l‘acqua in bottiglia”, dice la studentessa tedesca Sarah Klaus. “Fa paura pensare che questa roba della crisi del credito ora in realtà influenza il modo in cui vivo. Di tanto in tanto, facevo spesa nei negozi bio, ma ora penso solo che sia denaro sprecato”.

In Spagna, la stampa segnala che molti giovani stanno tornando ad abitare coi genitori per ragioni finanziarie.

“Ho dovuto lasciare il mio appartamento, proprio quando avevo tutto. Ora sono di nuovo dai miei”, spiegava al quotidiano “El Pais” Marc Solsona, 35 anni, che stava per acquistare un appartamento vicino a Barcellona quando ha perso il suo lavoro di agente immobiliare.

Il 60% circa dei tedeschi ritengono che le prospettive economiche peggioreranno, indica un recente sondaggio condotto dalla società Forsa. In Francia, una rilevazione della Bva indica che il 64% degli elettori sono divenuti più pessimisti sulla propria situazione finanziaria nelle ultime settimane.

Le attività che vanno dai negozi di lusso ai grandi magazzini, hotel e anche associazioni benefiche hanno cominciato a sentire gli effetti della crisi.

L‘Italiana Aiba, che si occupa di bambini abbandonati, dice che i timori per il sistema bancario hanno prodotto un calo del 20% delle donazioni per i bimbi negli orfanotrofi.

Per Karsten Schulz, direttore della società di aste online di beni di lusso Exklusivwaren, i ricchi avevano già cominciato a ridurre la spesa prima dell‘attuale crisi: “E’ chiaro che i prodotti di lusso non vendono come di solito”.

In Gran Bretagna, la catena John Lewis ha registrato un calo dell‘8,3% nelle vendite settimanali del 3 ottobre.

IL MERCHANDISE DEL DISASTRO

Ma mentre molti negozi e consumatori risentono della crisi, altri puntano sul coraggio, anche con offerte speciali “disastro”.

I grandi magazzini Selfridges di Londra vendono delle barre di cioccolato “credit crunch”, mentre il fornitore di articoli per feste PlumParty si è inventato e vende online decorazioni da giorno del giudizio universale, ma allo stesso tempo chic, come i fermacarte “Attraverso l‘Inferno” e i libri da colorare “Fai soldi”.

“Quando la vita ti rifila un cumulo di certificati azionari senza valori, fabbrica cappellini di carta per le feste”, dice l‘azienda. “Per avere il 25% di sconto su questi articoli, usa il coupon con il codice ‘catastrofe’”.

Molti ristoranti britannici offrono “pranzi credit crunch” a prezzi scontati. Mentre nei pressi di Norfolk, nel nord dell‘Inghilterra, si può barattare una birra al pub in cambio di prodotti agricoli coltivati nel proprio orto.

“La settimana scorsa, qualcuno ha portato una zuppa, che abbiamo usato per la zuppa”, dice a Reuters Rachel Callister, vice direttrice del pub “The Pigs” di Edgefield. “Erano venuti per mangiare. Hanno coltivato un po’ di zucche, e hanno avuto uno sconto sul pasto”.

Il pub accetta come pagamento anche giochi, mele e fiori di lavanda.

Ma gli europei sembrano anche meno propensi a mangiare fuori. Tre lavoratori su quattro in Gran Bretagna si portano il pranzo da casa almeno una volta a settimana, dice una indagine recente della trasmissione “Good Food” della Bbc. Un terzo degli intervistato hanno detto di farlo più spesso ora che sei mesi fa, in gran parte proprio per il clima economico.

BOOM PER CASSEFORTI E BICICLETTE?

Dei timori degli europei per le banche e le finanze personali potrebbero però beneficiare anche le aziende che vendono apparecchi per la sicurezza e beni “no-frills”, essenziali. Una serie di società specializzate di Parigi hanno registrato un boom nelle vendite di casseforti. Solon, azienda attiva nel settore dagli anni 20, ha reso noto di aver registrato un aumento di oltre il 30% delle vendite nelle scorse settimane, dopo il crollo della banca d‘investimenti Lehman Brothers.

“La gente dice chiaramente di avere paura, che vuole svuotare i propri depositi, cambiare il denaro in oro o prendere le vecchie Napoleon (monete in oro) e metterle in cassaforte”, racconta Hugo Gervaise, uno dei venditori di Solon.

Anche gli ambientalisti sperano che gli europei più attenti ai soldi cambino le loro auto costose con le biciclette per risparmiare.

Col petrolio che costa di più, le vendite di ricambi per bici in Germania sono cresciute del 20% all‘inizio dell‘anno, dice Karsten Klama, dell‘associazione ciclistica Adfc.

“Le persone tirano fuori le loro vecchie bici dalla cantina e le riparano”, spiega Klama, aggiungendo di non escludere che la crisi finanziaria trasformi in ciclisti un maggior numero di tedeschi attenti ai risparmi.

“Comunque, dubito che le auto siano la prima cosa di cui faranno a meno i tedeschi. Probabilmente taglieranno prima la spesa alimentare”.

La polizia stradale spagnola reagisce invece alla crisi facendo più multe. Di fronte alle entrate calanti che provengono dall‘acquisto di auto nuove, il capo del servizio Pere Navarro ha detto al Parlamento di prevedere che le multe aumentino del 15% quest‘anno grazie all‘aumento degli autovelox e a una migliore elaborazione delle infrazioni.

Ma il regista parigino David Dusa non si preoccupa. Prima di tutto, essendo relativamente povero, ha poco da perdere.

”Sono abbastanza squattrinato e non ho investimenti, dunque non sono così preoccupato, dice il 29enne. “Detto questo, le azioni sono scese così tanto che ora è il momento di comprarne un po’”.

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