1 ottobre 2008 / 16:26 / tra 9 anni

Bollywood, sciopero generale per prima volta in 50 anni

di Rina Chandran

MUMBAI (Reuters) - Oltre 100mila lavoratori di Bollywood, la Hollywood del cinema indiano - uno dei mercati più importanti del mondo per numero di film e spettatori - hanno dato avvio oggi a uno sciopero a tempo indefinito, per protestare contro il ritardo degli stipendi e l‘utilizzo di personale non sindacalizzato. La protesta rischia di far saltare le pellicole più attese per la stagione dei festival.

Star del cinema, tra cui Shah Rukh Khan e Amitabh Bachchan, ma anche danzatori, sceneggiatori e tecnici, hanno lanciato un appello a una “non-cooperazione” illimitata a Mumbai, sede delle principali case cinematografiche indiane.

“Tutte le lavorazioni sono ferme. I produttori non hanno rispettato i termini dell‘accordo che avevano firmato con noi un anno e mezzo fa”, ha spiegato Dinesh Chaturvedi, segretario generale della Federation of Western India Cine Employees, il cartello dei lavoratori di Bollywood.

“le paghe sono state ritardate di tre mesi, sei mesi, un anno. E i produttori stanno impiegando personale che non fa parte del sindacato per risparmiare sui costi. Non ci fa piacere fare appello alla non-cooperazione, ma siamo indifesi”.

La protesta non ha precedenti in 50 anni, ha detto Chaturvedi, che spera in una rapida soluzione della crisi.

Allo sciopero partecipano oltre 10mila lavoratori di 22 associazioni minori che rappresentano praticamente tutte le categorie, dagli attori agli “spot boys”, ha detto Suprant Sen, segretario della Film Producers Guild.

“Le trattative vanno avanti, ma per ora tutti gli studios sono chiusi”.

Un rappresentante della Balaji Telefilms, uno dei principali produttori di programmi tv, che ha attualmente in onda 15 diversi show, ha annunciato che tutte le riprese della giornata sono state cancellate.

Nelle previsioni, il settore indiano dei media e dell‘entertainment cresce a un tasso che è il più alto di tutta la regione Asia-Pacifico.

L‘India produce circa 1.000 film all‘anno, oltre un quinto dei quale in Hindi, la lingua dominante. E anche se il settore ha vissuto negli anni più recenti una forte modernizzazione, le condizioni di lavoro, specialmente per gli artisti più giovani e per le comparse, sono fissate ancora dai singoli produttori e dai responsabili delle reti, spiega Anil Wanvari, fondatore del popolare portale indiantelevision.com.

Al momento non ci sono stime sulle perdite provocate dalla protesta per gli studios

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