10 dicembre 2007 / 09:57 / tra 10 anni

Al via da oggi il Dubai Film Festival, star da tutto il mondo

<p>L'attore Usa George Clooney all'apertura della quarta edizione del Dubai International Film Festival. REUTERS/Steve Crisp (UNITED ARAB EMIRATES)</p>

di Lin Noueihed

DUBAI (Reuters) - Stelle di Hollywood, Bollywood e del mondo arabo arrivano oggi nella multiculturale Dubai per l‘avvio di un festival cinematografico che punta a essere un “ponte” tra Oriente e Occidente.

A calcare il tappeto rosso della quarta edizione del Dubai International Film Festival sono attori come Danny Glover, che riceverà un premio per la carriera, Sharon Stone o Sadie Frost.

George Clooney, in città per l‘uscita del suo “Michael Clayton”, dice che i film sono un modo importante per favorire la comprensione tra le culture.

“Dobbiamo raggiungere il punto in cui ci capiamo l‘un l‘altro un po’ meglio... l‘arte è un grande mezzo per farlo”, spiega l‘attore-produttore.

”Ho detto che sarei tornato quando stavamo lavorando a ‘Syriana“, e loro sono stati così gentile da consentirci di girare il film qui”.

Alcune parti di ‘Syriana’, un thriller politico che parla di uno stato arabo petrolifero di fantasia, sono state girate negli Emirati Arabi Uniti, tra la sopresa di molti.

Ma gli organizzatori del festival dicono che intendono portare film internazionali e case di produzione nella regione del Golfo, spesso bollato come un deserto culturale, e per questa edizione presentano 141 film (su 300 candidati)da 52 paesi.

L‘anno scorso, il festival di Dubai ha lanciato i premi Muhr per premiare il meglio del cinema arabo. Quest‘anno, il concorso comprende sette anteprime mondiali in tre categorie - film, documentari e corti - copn premi rispettivamente da 50mila, 40mila e 30mila dollari.

E sempre in questa edizione fanno il loro esordio gli award per migliore attore e migliore attrice, nonché un premio per la migliore sceneggiatura, migliore regista, editor e compositore. Sono

“Quest‘anno c’è una diversità di argomenti, oltre alle questioni sociali e alla situazione politica attuale del mondo arabo”, spiega Mohammed Rouda, diretrtore associato del concorso. “Il cinema arabo non si ferma ai temi, ma cerca di attirare l‘attenzione sulle tecniche artistiche e stilistiche”.

Quest‘anno, il pubblico potrà votare i film preferiti e ci sarà un premio popolare.

This year, audiences will also be able to vote for their favourite films with a people’s choice award and there will be a special competition to nurture fledgling UAE film-making.

In programma, tra i film arabi presenti, l‘egiziano “In the Heliopolis Flat” di Mohammed Khan, candidato per il miglior film in lingua straniera agli Oscar, e “Recycle” di -- Egypt’s entry for best foreign-language film at the Oscars -- and Mahmoud al-Massad, che racconta la storia di un ex jihadista che tenta di rifarsi una vita in Giordania.

Ma passeranno sullo schermo anche alcuni film dedicati alla guerra del 2006 in Libano: è il caso del documentario “33 Days”, del regista libanese Mai Masri, e di “Under the Bombs”, di Philippe Aractingi, che esplora una storia di amore interconfessionale nel sud del Paese dei cedri.

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