10 marzo 2008 / 07:23 / tra 10 anni

Malesia, vittoria opposizione mostra anche importanza Web

di Bill Tarrant

<p>Imamgine d'archivio di una malese impegnata a navigare sul web. MALAYSIA MULTIMEDIA</p>

KUALA LUMPUR (Reuters) - La debole opposizione malese ha protestato contro l‘atteggiamento ostile di gran parte della stampa e contro le restrittive regole della campagna elettorale, ma può ascrivere gran parte del suo successo elettorale di ieri al potere del cyberspazio.

Gli elettori esasperati dal sostegno diretto dei principali organi di stampa al National Front, il partito che governa il paese, si sono rivolti a YouTube e hanno postato commenti sui blog più popolari su storie di “sesso, bugie e videotape” alla vigilia delle elezioni.

Jeff Ooi, un excopywriter pubblicitario di 52 anni che si è fatto un nome col suo blog politico, “Screenshots” (www.jeffooi.com), ha conquistato un seggio nello stato settentrionale di Penang, dove era candidato per il Partito di Azione Democratica (Dap).

Elizabeth Wong, un'attivista per i diritti umani e consulente politica che ha un proprio blog (elizabethwong.wordpress.com), è stata eletta all'assemblea statale di Selangor, nella parte centrale della Malesia.

YouTube, il popolare sito web di video, è riuscito a infliggere al partito al potere più danni di quanti l‘opposizione avrebbe pensato di poter fare, dopo che alcuni utenti hanno caricato imbarazzanti video di alcuni politici in azione.

A gennaio, un video mostrava un deputato del National Front , Badruddin bin Amiruldin, mentre creava un putiferio in Parlamento spiegando che “la Malesia è uno stato islamico... se non vi piace, andatevene”.

I malesi musulmani rappresentano la maggioranza nel paese, uno stato multietnico, ma cinesi e indiani sono un terzo della popolazione , e hanno disertato il voto al National Front, in parte proprio a causa del dibattito religioso.

SESSO, SQUALLORE E CORRUZIONE

Un altro video di YouTube che è stato molto visto mostra il ministro dell‘Informazione Zainuddin Maidin che in un collegamento dal vivo con la tv via satellite al-Jazeera, difende con foga un raid della polizia contro manifestanti pacifici che nel novembre scorso chiedevano modifiche al sistema elettorale.

Zainuddin è uno dei pezzi grossi del National Front sconfitti ieri dall‘opposizione.

Sesso, squallore e corruzione sono stati anche temi elettorali a cui i siti web hanno dedicato vere e proprie telenovele.

Il ministro della Salute si è dimesso a gennaio dopo aver ammesso di essere il protagonista con un‘amica di un video porno finito su YouTube. Un episodio che è costato voti al partito di governo.

“Eravamo preoccupati per la moralità dei nostri leader”, spiega Maisarah Zainal, insegnante di 26 anni che vive nella capitale Kuala Lumpur. “il fatto che Chua Soi Lek comparisse in un video porno non aiutava.”

Loh Gwo Burne, che ha ha videoregistrato in segreto una telefonata in cui un importante avvocato cercava di risolvere una questione legale con l‘ex capo della magsitratura malese, è stato eletto in parlamento in un collegio elettorale alla periferia della capitale.

Il video ha colpito un nervo scoperto in Malesia, i cui magistrati sono al centro di scandali dagli anni 80.

La comunità blog malese offre opinioni alternative in un paese in cui il governo mantiene uno stretto controllo sui media. L‘anno scorso le autorità annunciarono l‘intenzione di obbligare i blogger a registrarsi per cercare di porre un freno ai contenuti “illeciti” sul web.

I sostenitori del governo dubitano che questi blogger trasformati in politici possano prendere il loro posto. “Oltre che nella città maggiori come Kuala Lumpur e Penang, non è che che i blogger possono davvero sperare di ottenere molto di più”, dice Mohamad Norza Zakaria, un leader del partito Umno, che esprime attualmente il premier.

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