7 giugno 2008 / 12:38 / tra 9 anni

L'economia frena, e in Usa e Gb si torna agli orti casalinghi

<p>Un londinese coltiva il suo "allotment", gli appezzamenti affittati per una somma quasi irrisoria per praticare l'orticoltura. La foto &egrave; stata scattata il 28 maggio scorso. REUTERS/Alessia Pierdomenico</p>

LONDRA (Reuters) - Quasi 70 anni dopo il lancio in Gran Bretagna della campagna Dig For Victory - Scava per la vittoria - per contribuire anche con gli orti casalinghi a vincere la Seconda Guerra Mondiale, la tendenza a coltivare verdure nel giardino di casa sta tornando.

E dall‘altra parte dell‘Atlantico, dove la crisi dei mutui, il calo dei prezzi immobiliari e la crescita di quelli petroliferi ha portato l‘economia Usa sulla soglia della recessione, gli orti casalinghi stanno diventando un fenomeno popolare.

Se per alcuni l‘appeal sta soprattutto nei problemi di salute, per altri l‘interesse è proprio quello di ridurre i costi per gli alimentari.

Secondo la National Gardening Association statunitense, gli americani hanno speso circa un miliardo e 400 milioni di dollari per la coltivazione in proprio nel 2007, con un aumento di almeno il 25% rispetto al 2006.

In Gran Bretagna, le vestali del giardinaggio stanno comprando a milioni sementi per verdura e le liste per ottenere appezzamenti da affittare a basso costo prevedono ormai attese di anni.

Nel paese sono circa 300mila i tenutari di “allotment”, ma molte migliaia attendono il loro turno. E dove un tempo dominavano gli anziani, ora il quadro degli aspiranti coltivatori è molto più composito: si va dagli studenti ai giovani professionisti urbani.

La combinazione dei prezzi sempre più alti del carburante, della domanda più forte da parte delle economie emergenti dell‘Asia, degli scarsi raccolti e del crescente uso di coltivazioni per produrre biofuel ha spinto in alto i costi degli alimenti.

In Gran Bretagna, la stretta creditizia sta cominciando a far sentire i suoi effetti e alle persone viene detto che le cose peggioreranno, mentre i media annunciano tutti i giorni che l‘inflazione aumenta e la crescita economica rallenta.

Gli orti domestici hanno conosciuto un netto calo tra gli anni 80 e i 90, mentre le verdure si vendevano a poco prezzo e in tutte le stagioni ai supermercati.

Ma sia Thompson Morgan che Suttons Seeds - due delle principali aziende britanniche di sementi - segnalano che negli ultimi cinque anni c’è stata una tendenza crescente all‘aumento degli orti. La vendita di sementi per verdure commestibili rappresenta il 60-70% delle vendite complessive.

I britannici hanno speso nel 2007 circa 62 milioni di sterline (circa 74 milioni di euro) in sementi, e due terzi sono andati per l‘acquisto di piante commestibili, secondo la Horticultural Trades Association.

L‘anno scorso le vendite di alberi da frutta e di sementi per vegetali commestibili sono cresciute rispettivamente del 43% e del 13% rispetto al 2006.

Per Tom Sharples di Suttons Seeds la moda del cibo biologico - soprattutto tra le classi medie - è stato un fattore trainante, ma il clima economico più rigido produrrà trasformazioni a lungo termine.

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