7 agosto 2008 / 06:52 / tra 9 anni

Fiumi di plastica galleggiano nel Mediterraneo, dice rapporto

MILANO (Reuters) - E’ partita per avvistare cetacei e delfini nel Mar Mediterraneo ed ha trovato fiumi di plastica che galleggiano al largo. E’ questa la scoperta più allarmante fatta da una missione del Cts, voluta dal ministero dell‘Ambiente, per monitorare le condizioni di salute della fauna marina. Lo dice un rapporto pubblicato oggi dall‘organizzazione.

<p>Una coppia di delfini in una foto d'archivio. REUTERS/Yuriko Nakao (JAPAN)</p>

“La più consistente (delle correnti) si trova tra Cagliari e le Isole Egadi in Sicilia, e la seconda tra La Spezia e Arcipelago Toscano”, ha detto Paola Richard, portavoce della campagna, in un comunicato. “Entrambi i fenomeni sono stati registrati al largo, lontano dagli occhi e dalla vita costiera, dove i rifiuti sembrano incanalarsi in veri e propri fiumi di spazzatura”, ha aggiunto.

Oltre ai depositi di immondizia, fortunatamente lo staff di bordo, composto da biologi e naturalisti, ha registrato un buon numero di avvistamenti di delfini e cetacei, compresi tre capodogli che nuotavano tra Ventotene e Ponza.

Complessivamente, dopo aver navigato per 1380 miglia in 45 giorni, il Veliero ha avvistato 160 mammiferi marini, contro i 94 dello scorso anno.

Se da un lato, secondo le rilevazioni del Cts, si può dedurre che la fauna marina stia riuscendo a sopravvivere nel Mediterraneo, dall‘altro sembra che le minacce si facciano sempre più pericolose.

Oltre agli agglomerati di plastica e spazzatura, infatti, il Cts denuncia un aumento della presenza di pescherecci, traghetti e navi da trasporto, con il conseguente pericolo di collisioni con gli abitanti del Mediterraneo.

“Tra i pericoli che mettono a repentaglio la salute di delfini e balenottere del mare nostrum, il Veliero segnala inoltre un incremento nel traffico nautico commerciale e privato”, si legge nel comunicato.

Il traffico nautico, che durante la stagione estiva si concentra in alcune zone delle coste italiane, secondo il Cts provoca alterazioni comportamentali che possono modificare le attività degli animali.

Le osservazioni condotte a bordo del Veliero hanno registrato, spiega la nota, un allontanamento di alcune specie di delfini dalle coste che si riversano in mare aperto, dove sono però più scarse le risorse alimentari.

Anche il riscaldamento globale comincia a far sentire i suoi effetti sulla fauna marina del Mediterraneo.

Innanzitutto rischia di compromettere la riproduttività di alcune specie di tartarughe, il cui sesso è determinato dalla temperatura a cui sono esposte le uova prima di schiudersi. Inoltre, dall‘Atlantico stanno entrando alcune specie aliene che stanno alterando gli equilibri dell‘ecosistema del mare.

“Entrate dal Canale di Suez e da Gibilterra hanno iniziato una lenta e tutt‘altro che pacifica invasione di nostri mari trovando terreno fertile per mettere radici”, ha dichiarato nella nota Marco Bonato, capospedizione della campagna.

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