3 dicembre 2007 / 11:08 / 10 anni fa

Scienziati britannici usano "esca" Dna contro super virus

di Ben Hirschler

LONDRA (Reuters) - Un nuovo sistema di “esca” genetica potrebbe rivoluzionare lo sviluppo di antibiotici per combattere i super virus resistenti ai farmaci come l‘MRSA e rendere più rapido il loro debutto sul mercato, ha annunciato oggi un gruppo di scienziati britannici.

Un team di ricerca del John Innes Centre di Norwich, specializzato in scienze vegetali e microbiotiche, ha annunciato di aver trovato la prova che la somministrazione di una corta stringa di Dna di un batterio insieme a un antibiotico già esistente vince la resistenza al medicinale.

“La sequenza Dna agisce come un‘esca, disturbando la manifestazione del gene e bloccando la resistenza” ha detto Michael McArthur. “Inseriamo informazioni genetiche direttamente nei farmaci”.

I ricercatori pubblicheranno a breve i risultati del lavoro in un bollettino scientifico.

Gli scienziati hanno anche brevettato il modo di individuare le esche nei batteri senza necessariamente dover conoscere la struttura dei geni coinvolti. Tale sistema dovrebbe consentire la produzione di nuovi farmaci efficaci contro ogni tipo di batterio in un paio d‘anni, affermano.

Sul piano commerciale, il nuovo approccio potrebbe essere interessante per le case farmaceutiche, dato che consentirebbe a farmaci già esistenti di essere brevettati come nuovi dopo essere stati combinati con la “esca” genetica.

“Il nostro non è un approccio farmaceutico tradizionale e rappresenta una sfida del tutto nuova per i batteri”, ha aggiunto McArthur.

Gli scienziato intendono mettere a punto la nuova tecnologia attraverso la società Procarta Biosystems (www.procartabio.com).

La scoperta giunge in un momento di interesse crescente per gli antibiotici da parte della case farmaceutiche, dopo anni di relativo disinteresse.

Dal 1998 sono stati introdotti solo 10 nuovi antibatterici, dei quali due completamente nuovi.

Ma la comparsa di super virus - come lo Staphylococcus aureus (MRSA) che resiste alla methicilina e che si diffonde spesso negli ospedali - che resistono a molti farmaci esistenti, hanno fatto aumentare la necessità di terapie alternative e hanno modificato gli incentivi economici per le aziende.

Il John Innes Centre, che conta su uno staff di oltre 800 persone, è un organismo indipendente ma riceve finanziamenti dal Consiglio britannico per la Ricerca Biologica e Biotecnologica.

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