13 febbraio 2008 / 07:21 / tra 10 anni

Australia chiede ufficialmente scusa ad aborigeni

CANBERRA (Reuters) - L‘Australia ha chiesto ufficialmente scusa oggi agli aborigeni per i maltrattamenti che hanno dovuto subire nel corso della storia, aprendo così una nuova era nelle relazioni razziali.

<p>Un aborigeno durante la cerimonia di oggi in Australia REUTERS/Tim Wimborne</p>

Il primo ministro Kevin Rudd ha personalmente pronunciato le scuse del Parlamento nei confronti delle cosiddette Stolen Generations, le “generazioni rubate” di aborigeni, costretti da bambini ad abbandonare famiglie e comunità per la politica di assimilazione praticata dai governi australiani.

Oltre 7.000 persone si sono radunate all‘esterno del Parlamento, davanti agli schermi giganti che trasmettevano la cerimonia, mentre il premier Rudd ripeteva per tre volte “Scusate”.

“(Questa iniziativa) fa sentire per la prima volta da tanto tempo la comunità indigena davvero parte dell‘Australia, le fa sentire l‘abbraccio di tutta la nazione australiana” ha detto a Reuters Mark Bin Bakar, una degli anziani esponenti della Stolen Generation.

“Riguarda il nostro divenire nazione, il riconoscimento del nostro passato e il fatto di andare oltre, di accettarci l‘un l‘altro come fratelli e sorelle di questa nazione”.

In molti hanno assistito al discorso teletrasmesso in tutto il paese, assiepati nelle piazze, nelle scuole, nelle sedi dei consigli comunali.

A Redfern, il ghetto degli aborigeni di Sydney, che sorge nel centro della città, a centinaia si sono riuniti sotto la pioggia, lanciando grida di approvazione ogni volta che Rudd pronunciava il suo “sorry”.

Le scuse del Parlamento giungono 11 anni dopo la diffusione di un rapporto sulle politiche di assimilazione, secondo cui tra il 1910 e il 1970 dal 10% al 30% dei bambini aborigeni sono stati strappati alle proprie famiglie.

Il rapporto invitava anche a scusarsi pubblicamente con le vittime dell‘assimilazione, ma all‘epoca il governo conservatore del primo ministro John Howard non accettò le conclusioni e approvò soltanto una dichiarazione per esprimere rincrescimento.

“Oggi il Parlamento deve riunirsi per riparare a una grande ingiustizia”, ha detto il laburista Rudd, che ha vinto le elezioni nel novembre scorso, dopo 12 anni di governo conservatore.

“Chiediamo scusa per le leggi e le politiche dei governi e dei parlamenti che hanno inflitto profondo dolore, sofferenza e perdita ai nostri consimili australiani”.

Un centinaio di membri delle “Stolen Generations” erano in Parlamento ad assistere al discorso, e in molti non sono riusciti a trattenere le lacrime.

L‘Australia conta oggi circa 460.000 tra aborigeni e indigeni dell‘Isola di Torres Strait, che rappresentano circa il 2% dei 21 milioni di abitanti. La loro aspettativa di vita è di 17 anni inferiore rispetto a quella degli altri australiani, e registrano alti tassi di mortalità infantile, disoccupazione, abuso di alcol e droga, violenza domestica, presenza nelle carceri. Nessun aborigeno è membro del Parlamento.

Rudd ha promesso di recuperare il gap, almeno quello sull‘aspettativa di vita, entro una generazione, e di lavorare per porre fine alla disuguaglianza.

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