17 settembre 2008 / 14:47 / 9 anni fa

Fornai contro "sciopero della pagnotta": troppi allarmismi

ROMA (Reuters) - I panificatori si ribellano alle accuse mosse loro dalle associazioni dei consumatori, secondo cui i rincari del pane sarebbero dovuti anche a speculazioni da parte della categoria.

<p>Immagine d'archivio di una panetteria. REUTERS/Will Burgess</p>

La Federazione italiana panificatori (Fippa), in risposta a ciò che ha definito una “campagna denigratoria” per gli artigiani del pane, ha affermato oggi che il costo della “pagnotta” ha subito un aumento per famiglia al mese pari al prezzo di un caffé al bar, e che sono stati trattati come capro espiatorio di una situazione di crisi di cui, in realtà, si sentono vittime.

La Federazione a così presentato oggi, durante una conferenza stampa a Roma, alcuni dati sui rincari ricavati da fonti Istat, Eurispes e Osservatorio Fippa, che spegnerebbero in parte gli allarmismi sul caro vita nel settore alimentare.

Il prezzo al dettaglio del pane, secondo quanto afferma la Fippa, “è salito negli ultimi 8 mesi mediamente del 2,45%, che equivale a circa 2 centesimi in più al giorno”. Sessanta centesimi al mese, quindi, su un consumo medio quotidiano di 360 grammi di pane a famiglia.

Fippa si difende poi dalle accuse velate di alcune associazioni, secondo cui, a fronte di un abbassamento dei costi del grano, non corrisponderebbe un conseguente calo del prezzo del prodotto finito. “I panificatori comprano la farina, che del grano è un derivato”, rivendica Luca Vecchiato, presidente della Fippa, in una nota.

E il prezzo delle farine, rispetto alle impennate iniziate un anno fa, non diminuisce, afferma la Federazione, citando una ricognizione del Centro studi federale sulle fatture di acquisto (aggiornate a fine agosto) su 55 città italiane che registra, al contrario, un ulteriore aumento di 2 punti percentuali.

Secondo i dati riportati da Fippa -- che cita come fonte l‘Istat -- l‘incremento del costo del pane da agosto del 2007 allo stesso mese di quest‘anno, è stato del 12,7%: uno stop al rialzo, sottolineano i panificatori, visto l‘aumento del 12,9% registrato nel mese di luglio.

DOMANI CONSUMATORI IN PIAZZA

Adiconsum, insieme ad altre 13 associazioni per i diritti dei consumatori, ha lanciato ai cittadini l‘invito ad aderire a uno “sciopero della pagnotta” indetto per domani, scendendo in piazza in varie città d‘Italia, e a boicottare i prodotti che hanno registrato i maggiori aumenti negli ultimi 12 mesi.

In una lettera indirizzata a Federconsumatori, Codacons, Adusbef, Adoc e all‘Autorità garante della concorrenza e del mercato, Fippa ha chiesto di fermare la campagna avviata da tutti quei comunicati che “appaiono per lo più diretti ad ingenerare nell‘opinione pubblica la falsa convinzione che la categoria panificatori artigianali starebbe profittando dell‘aumento del costo delle materie prime per dar luogo a speculazioni a danno dei consumatori”.

Oltre a non considerare il fatto che i fornai non acquistano il grano ma la farina, continua la lettera, “nessun cenno viene fatto alla circostanza che, nel passaggio dal grano al pane, incidono altri costi in aumento, tra i quali quelli delle altre materie prime, dell‘energia del trasporto, del lavoro e, non ultimi, quelli fiscali”.

“A un riequilibrio dei prezzi tutto supportato dai panificatori non corrisponde un assestamento dei costi di produzione, che restano altissimi e incidono per il 70 per cento sullo scontrino medio del fornaio”, ha detto Fippa. “Il panificatore italiano gestisce un‘azienda familiare, lavora di notte e guadagna onestamente su quello che produce senza sussidi statali, agevolazioni fiscali, o aiuti di stato”.

La manifestazione indetta per domani dalle associazioni dei consumatori, vedrà un presidio delle associazioni in numerose piazze italiane come in piazza Montecitorio a Roma, dove ci sarà anche uno stand di Coldiretti in cui verrà sfornato il pane e “dove verrà svelato il percorso di una filiera che fa lievitare il prezzo del pane dal campo alla tavola”.

Adiconsum, come parte della campagna contro il caro vita, ha chiesto inoltre un incontro al presidente del Consiglio per discutere diverse proposte, tra cui un provvedimento straordinario di moratoria di prezzi e tariffe fino al 30 giugno 2009.

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