24 luglio 2008 / 17:47 / tra 9 anni

Iraq bandito da Olimpiadi Pechino, dice Comitato nazionale

BAGHDAD (Reuters) - L‘Iraq non può prendere parte ai Giochi di Pechino a causa della decisione del governo di sciogliere il Comitato olimpico iracheno, anche se un commento del Cio lascia intendere che il divieto potrebbe non essere definitivo.

<p>Due velocisti iracheni si preparano agli allenamenti nello stadio di Baghdad. REUTERS/Thaier al-Sudani (IRAQ)</p>

Il governo iracheno ha sciolto il Comitato olimpico nazionale lo scorso maggio a causa di una disputa sul suo organigramma. Il Comitato internazionale per le Olimpiadi (Cio) aveva imposto all‘Iraq un termine entro il quale ricostruire l‘organismo, che il governo ha rifiutato di rispettare.

“Questa mattina siamo stati informati della decisione definitiva del Comitato internazionale per le Olimpiadi di sospendere la membership del Comitato olimpico iracheno”, ha detto a Reuters il segretario generale del Comitato iracheno Hussein al-Amidi.

“E’ un duro colpo per l‘Iraq e per la sua reputazione internazionale, i suoi atleti e i suoi giovani”, ha aggiunto Amid.

L‘Iraq aveva previsto di inviare a Pechino un piccolo team, nonostante le violenze nella regione abbiano ucciso più di 100 atleti dall‘invasione degli Stati Uniti nel 2003.

Almeno sette atleti iracheni - due canottieri, un pesista, uno sprinter, un discobolo, un judoka e un arciere - si sono qualificati ai Giochi di Pechino.

LA DELUSIONE DEL CIO

Il Cio, che ha sempre sostenuto gli allenamenti all‘estero degli atleti iracheni in vista dei Giochi, ha detto di essere “molto deluso degli sviluppi”.

Amidi ha detto che non c’è possibilità di appello contro la decisione del Cio, ma un comunicato dal Comitato internazionale lascia intendere che il divieto non sia definitivo.

“Abbiamo inviato una lettera al governo iracheno oggi dicendo che all‘attuale stato delle cose non è plausibile avere atleti iracheni ai Giochi di Pechino”, ha detto la portavoce del Cio Emmanuelle Moreau.

Le possibilità che l‘Iraq ripristini il suo Comitato olimpico sembrano esigue. Secondo il governo, l‘organismo era illegittimo perché durante la sua elezione è mancato il quorum e non si è riusciti a indire un nuovo turno di voto.

“La decisione del governo non sarà revisionata perché è stata presa in conformità con la legge”, ha detto il ministro dello Sport Jasem Mohammed Jaafar a Reuters. In ogni caso, il Cio ha ricordato che lo Statuto olimpico vieta interferenze politiche nel movimento sportivo.

La norma 28(9) prevede la sospensione di un Comitato nazionale nel caso in cui qualsiasi organo governativo ne ostacoli l‘attività.

Il governo iracheno è stato invitato a raggiungere Losanna per discutere di possibili rimedi ma non ha risposto positivamente alla proposta del Cio, secondo quanto ha riferito l‘organismo internazionale.

LA DETERMINAZIONE DEGLI ATLETI

Gli atleti iracheni hanno agito con grande determinazione per guadagnarsi la partecipazione ai Giochi di Pechino nonostante le difficoltà che sono costretti ad affrontare.

La loro reputazione e la fama internazionale li rendono bersaglio di violenze in Iraq e l‘infrastruttura sportiva del paese nel tempo si è deteriorata.

L‘ex giocatore di pallacanestro e capo del Comitato olimpico iracheno Ahmed al-Hadjiya è stato rapito nel 2006, insieme ad altri dirigenti sportivi, da alcuni uomini armati, durante una conferenza stampa in pieno giorno. Tutti gli ostaggi risultano ancora dispersi.

Lo sport ha regalato agli iracheni probabilmente il loro momento di massima unità dalla caduta di Saddam Hussein lo scorso anno, quando la nazionale di calcio, formata da giocatori provenienti da gruppi in conflitto tra loro, ha battuto la superfavorita Arabia Saudita vincendo la Coppa Asiatica.

“Posso giurare che gli atleti che si sono allenati ... mi hanno telefonato oggi e stavano piangendo, erano sconvolti”, ha detto Amidi.

Negli ultimi cinque anni, il Cio e la più ampia famiglia delle Olimpiadi hanno offerto fondi e opportunità di allenamento per sostenere il Comitato olimpico iracheno e più di 50 sportivi tra atleti e trainer.

“Le azioni del governo iracheno hanno distrutto questo progresso”, ha detto un dirigente del Cio.

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