23 maggio 2008 / 12:14 / 9 anni fa

L'arte cinese a Roma, tra Teatro ombre e musica contemporanea

di Paola Diana

<p>Una scena di teatro delle Ombre a Jinan, nella provincia di Shandong, Cina, il 20 dicembre 2006. REUTERS/Stringer (Cina)</p>

ROMA (Reuters) - La Cina come non l‘abbiamo mai vista: il Paese, al centro recentemente di critiche per la repressione dei disordini in Tibet, mostrerà da stasera il suo più sorprendente lato contemporaneo e all‘avanguardia, in un festival dedicato interamente alla sua arte.

Parte oggi all‘Auditorium Parco della Musica di Roma “CinaVicina”, una manifestazione che accosta spettacoli dedicati alla millenaria tradizione culturale del paese più popoloso al mondo a una selezione delle migliori forme d‘arte degli ultimi tempi, mostrando quell‘aspetto moderno e “di qualità” della vita cinese che ancora fatica ad entrare nell‘immaginario collettivo che l‘Occidente si è creato nel tempo.

“Il Festival ha una grande ambizione: da un lato rappresentare la grandissima cultura della Cina con spettacoli che affondano nella tradizione millenaria”, ha detto a Reuters Carlo Fuortes, AD dell‘ente organizzatore Fondazione Musica per Roma. “Dall‘altra parte, però, l‘aspetto forse che ci ha spinto di più è cercare di dare anche un segno di quanto questo paese stia cambiando e di quanto è moderno e contemporaneo”.

La manifestazione, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e dal Centre of International Cultural Exchange, con il supporto del Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, vedrà la partecipazione di quattrocento artisti provenienti, appositamente per l‘occasione, da ogni parte della Cina.

“La Cina attualmente è qualcosa di molto differente da quello che si immagina”, ha continuato Fuortes. “Basta andare a Shangai o a Pechino, dove si ha un‘impressione di città del tutto contemporanee e del tutto occidentali”.

“Gli spettacoli che porteremo testimoniano questo, spettacoli di danza contemporanea e di musica che sono assolutamente comparabili al meglio delle produzioni internazionali”, ha aggiunto. “Credo che da questo punto di vista il Festival sarà una vera sorpresa per gli spettatori italiani ed europei”.

NON SOLO TRADIZIONE

Accanto agli spettacoli della tradizione - tra cui la famosa Danza del Leone, l‘esibizione dell‘arte del Kung Fu dei Monaci Shaolin e il Teatro delle Ombre di Huazhou - il Festival, che chiuderà i battenti l‘8 giugno, presenterà anche numerosi eventi che renderanno omaggio alla florida cultura artistica cinese contemporanea, “selezionati da un‘infinità di spettacoli” visionati in Cina dalla Fondazione nel corso di due anni di lavori.

Sul sito del Parco della Musica - www.auditorium.com - è possibile consultare il programma della manifestazione. Oltre alla musica, al teatro e all‘opera lirica, grande spazio sarà riservato anche alla danza contemporanea, attraverso l‘esibizione di tre corpi di ballo già affermati in tutto il mondo: la Guangdong Modern Dance Company, con coreografie di Sang Jijia e Liu Qi, la Beijing Modern Dance Company e la City Contemporary Dance Company di Hong Kong.

La manifestazione, il più grande evento dedicato alla Cina mai organizzato in Italia, presenta ancora un‘altra particolarità: non solo arte, ma anche workshop di Tai Chi e Kung Fu, massaggi, mostre di artigianato e gastronomia.

“Abbiamo invitato due chef cinesi, uno che viene dal Nord e uno dal Sud, che possano rappresentare le diverse scuole. Perché, non dimentichiamo, la Cina è un continente”, ha concluso Fuortes.

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