3 settembre 2008 / 12:02 / 9 anni fa

Calcio, Genova vietata a milanisti, ombra criminalità su ultras

<p>Immagine d'archivio di violenze in uno stadio italiano. REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY)</p>

ROMA (Reuters) - Il Comitato analisi sicurezza per le manifestazioni sportive (Casms) ha deciso di chiudere il settore ospiti dello stadio Marassi in occasione di Genoa-Milan domenica prossima, mentre la polizia ipotizza che dietro l‘assalto al treno per Roma da parte di ultras del Napoli tre giorni fa ci sia la criminalità organizzata.

La decisione di bloccare la trasferta dei tifosi rossoneri a Genova è stata presa dopo che l‘Osservatorio sulle manifestazioni sportive ha giudicato “a rischio” la partita di serie A, insieme a Napoli-Fiorentina, dopo i disordini avvenuti domenica scorsa.

Il questore di Napoli, Antonino Puglisi, che cerca di difendersi dalle accuse di avere sottovalutato la portata delle violenze degli ultras partenopei, ha detto di stare “lavorando anche all‘ipotesi che dietro queste persone ci sia la criminalità organizzata”.

Alla domanda dei giornalisti se ci possa essere un legame specifico tra i tifosi responsabili dell‘assalto al treno e la camorra, un funzionario della questura ha precisato che pur “non essendoci (un legame specifico) con clan della camorra, è sicuramente vero che il tifo è inquinato da persone, anche pregiudicate, che hanno legami con clan della camorra”.

Franco Roberti, coordinatore della Dda di Napoli, ha aggiunto -- dopo un incontro oggi pomeriggio con il vice capo della polizia Nicola Cavaliere -- che “è emersa una identità di vedute sul fenomeno...tra i soggetti coinvolti nell‘episodio specifico e comunque nel tifo organizzato è possibile che ci siano persone legate al sistema criminale”.

“Ma che ci sia una precisa strategia della camorra, questo non possiamo dirlo. Gli elementi che abbiamo ci portano ad escludere un preciso interesse di un clan, almeno per il momento”, ha sottolineato.

Domenica scorsa un gruppo di tifosi violenti ha occupato senza biglietto un treno diretto a Roma per andare a seguire la partita di calcio della propria squadra allo stadio Olimpico, scontrandosi poi con la polizia alla stazione Termini della capitale.

MARONI BLOCCA TRASFERTE TIFOSI

Il ministro dell‘Interno Roberto Maroni ha reagito disponendo il blocco delle trasferte dei tifosi del Napoli per il resto del campionato e inviando a Napoli Cavaliere e il direttore della sezione anti-crimine, Francesco Gratteri per “accertare fatti e responsabilità nella gestione dell‘ordine pubblico”.

Presentandosi ai giornalisti in questura a Napoli, Cavaliere ha pubblicamente difeso il lavoro dei colleghi napoletani.

“Il Dipartimento di pubblica sicurezza (l‘ufficio del Capo della polizia, Ndr.) segue il lavoro e apprezza l‘operato degli uffici investigativi” di Napoli, ha detto Cavaliere.

“E’ chiaro che le vicende recenti ci hanno allarmato in quanto queste azioni non sono così spontanee, ma che c’è un minimo di organizzazione su cui dobbiamo approfondire. Non partiamo da zero, in quanto la Digos su questo è attiva da tempo”, ha aggiunto Cavaliere, per il quale “non esiste comunque un caso Napoli”.

BLOCCATA VENDITA BIGLIETTI PER NAPOLI-FIORENTINA

Maroni, che ieri si mostrava tutt‘altro che soddisfatto della gestione della trasferta degli ultras napoletani da parte delle forze di polizia, ha detto che i responsabili delle violenze saranno denunciati per associazione a delinquere e banditi dagli stadi per i prossimi due anni.

Intanto, per il prossimo match del Napoli, in casa con la Fiorentina, il Casms ha deciso che non saranno messi in vendita i biglietti fino alle decisioni del giudice sportivo in seguito alle violenze di tre giorni fa.

Per la serie B, il Comitato ha anche disposto il divieto di trasferta per i tifosi del Gallipoli nella partita con il Potenza e la chiusura dello stadio per Vibonese- Cosenza, aggiungono le fonti.

Misure di sicurezza elevate al massimo, invece, ha deciso il Comitato stamani, in occasione dell‘incontro della Nazionale con la Georgia, in programma mercoledì prossimo a Udine, vista la delicata situazione internazionale determinatasi dopo la crisi nel Caucaso.

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