13 aprile 2008 / 09:05 / tra 10 anni

Voto - dalle "tre I" ai campus: proposte per l'istruzione

(Reuters) - Il tema dell‘istruzione trova largo spazio in tutti i programmi delle principali formazioni politiche candidate alle elezioni del 13 e 14 aprile. Terreno programmatico comune alle cinque maggiori formazioni è la qualità dell‘offerta formativa, la riforma retributiva per gli insegnanti su basi meritocratiche, il diritto allo studio, la modernizzazione dell‘università e il finanziamento della ricerca.

Di seguito le proposte degli schieramenti politici in corsa alle prossime elezioni in tema di scuola, università e ricerca.

QUALITA’ DELLA SCUOLA E OFFERTA DIDATTICA

PDL: il Popolo della Libertà, che candida a premier Silvio Berlusconi, punta alla ripresa delle “3 I” (Inglese, Impresa, Informatica), e difesa della lingua, delle tradizioni e della cultura italiane “anche per l‘integrazione degli stranieri”.

PD: il Partito democratico di Walter Veltroni indica l‘accrescimento delle competenze matematiche e scientifiche degli studenti e della lingua inglese; l‘estensione della pratica motoria a tutto il ciclo curriculare della scuola primaria; un piano nazionale per l‘edilizia scolastica e la creazione di “campus della scuola dell‘obbligo” da tenere aperti giorno e sera.

UDC: il partito che ha come candidato premier Pier Ferdinando Casini, propone la semplificazione e riduzione dei percorsi formativi con un‘accentuazione della cultura di base (lingua italiana e straniere, informatica, storia e materie scientifiche); valorizzazione della formazione professionale e riconoscimento della “funzione sociale ed educativa dello sport garantendo adeguate risorse”.

SA: la Sinistra Arcobaleno guidata da Fausto Bertinotti, punta a: rinnovamento della didattica “a partire dalle migliori esperienze realizzate dagli insegnanti”; educazione all‘ambiente; miglioramento strutturale della scuola: introduzione di un piano nazionale straordinario per l‘edilizia scolastica, rispetto del tetto massimo di 25 alunni per classe e estensione del tempo pieno e del tempo prolungato.

La Destra: la formazione che candida a premier Daniela Santanché propone l‘introduzione della “I” di identità, “che deve tornare orgogliosamente nei programmi scolastici”.

INSEGNANTI I: MERITOCRAZIA E RETRIBUZIONE

PDL: aumenti retributivi su criteri meritocratici.

PD: vera e propria carriera professionale che valorizzi il merito e l‘impegno.

UDC: valutazione rigorosa del merito di docenti e studenti con attribuzione di risorse economiche più adeguate.

SA: riconoscimento economico e valorizzazione sociale del lavoro del personale della scuola.

La Destra: ridare fiducia al corpo docente nelle scuole di ogni ordine e grado, premiando chi più si impegna e merita.

INSEGNANTI II: PRECARIATO

PD: riferendosi al mondo accademico, propone un “rinnovamento del corpo docente universitario che abbatta l‘incertezza dei lunghi precariati”, e “possibilità di utilizzo del regime privatistico per i docenti nuovi assunti”.

SA: “eliminare il precariato esistente nella scuola ... oltre a quanto già significativamente fatto nel corso della finanziaria per il 2007” e incrementare le assunzioni in ruolo e riformare quelle a tempo determinato; reclutamento pubblico degli insegnanti.

DIRITTO ALLO STUDIO

PDL: diritto allo studio per capaci e meritevoli anche se privi di mezzi

PD: borse di studio spendibili in qualsiasi università; concessione di prestiti d‘onore con restituzione dopo la conclusione degli studi collegata ai redditi conseguiti e incentivo ai progetti Erasmus “effettivamente accessibili a tutti gli studenti universitari italiani”

UDC: buono scuola per le famiglie e un sistema premiale per studenti capaci e privi di mezzi.

SA: generalizzazione della scuola dell‘infanzia; diritto allo studio dei disabili; gratuità totale anche dei libri di testo nella fascia dell‘obbligo; carta di cittadinanza studentesca; borse per tutti i dottorandi; divieto di ulteriori aumenti delle tasse universitarie; materiali didattici on-line gratutiti; elevamento a 18 anni dell‘obbligo scolastico

UNIVERSITA’

PDL: graduale trasformazione delle università in Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della società civile e delle imprese e per il “rafforzamento della competizione tra atenei, premiando qualità e risultati”.

PD: riduzione del numero di sedi universitarie e specializzazione in poche discipline; modernizzazione delle università italiane tramite autonomia finanziaria, competizione tra gli atenei, più concorrenza dal lato della domanda e forme sistematiche di valutazione efficace dell‘utilizzo di risorse attraverso l‘Agenzia Nazionale della Valutazione dell‘Università e della Ricerca; potenziamento della rete dei Politecnici e realizzazione di una grande università telematica pubblica.

UDC: “stop all‘istituzione di nuovi atenei” e ridefinizione dei profili e delle specificità della laurea triennale e magistrale; programmazione del numero degli studenti in tutte le facoltà universitarie e maggiore incontro tra studenti e mondo del lavoro attraverso “stages in tre fasi”; potenziamento della rete dei campus universitari e incentivi a Erasmus e stage all‘estero.

SA: autogoverno “democratico”, con una riforma partecipata della governance universitaria che respinga una concezione economicistica e competitiva dell‘autonomia; abolizione del numero chiuso.

La Destra: abolizione del test di ingresso alle università, la selezione deve essere operata attraverso la valutazione del curriculum studiorum, secondo il criterio “capaci e meritevoli” .

RICERCA

PDL: realizzazione dei “Fondi dei fondi” per la ricerca sul modello francese; detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica; promozione delle “cittadelle della cultura e della ricerca”, con il concorso del pubblico e dei privati.

PD: programma, gestito da un‘agenzia indipendente, per la selezione di 1.000 giovani ricercatori, italiani e stranieri, ai quali finanziare idee di ricerca per un periodo di dieci anni; ricerca non finalizzata e creazione di una nuova leva di giovani ricercatori.

UDC: incremento del finanziamento pubblico a giovani ricercatori e a consorzi di ricerca; sgravi fiscali per investimento privato nella ricerca; finanziamento degli Atenei rapportato all‘attività di ricerca.

SA: 2% del PIL alla ricerca; innovazione tecnologica incentivata da Stato ed Enti Locali attraverso credito e agevolazioni fiscali; attivazione di strutture destinate allo sviluppo tecnologico in settori di interesse generale (energie alternative, smaltimento di rifiuti, traffico, sanità, ecc.); nomina da subito di almeno 20.000 giovani ricercatori di ruolo in più e di uno “Statuto della ricerca” per i ricercatori che stabilisca una politica di assunzioni a tempo indeterminato di giovani ricercatori.

FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA

La Sinistra Arcobaleno propone la destinazione di almeno il 6% del Pil al sistema di istruzione e intende contrastare ogni forma di privatizzazione dell‘offerta formativa.

Per il Partito Socialista “le scuole private devono essere libere, ma non possono pretendere di essere finanziate dallo stato” e “occorre difendere la scuola pubblica”.

Sinistra Critica vuole “un‘istruzione pubblica al 100%”.

Non sono presenti nei programmi degli altri partiti interventi su questo tema. Secondo il Magazine del Corriere della Sera del 20 marzo 2008, Pdl e Udc si sono detti favorevoli a finanziamenti alle famiglie per consentire loro di scegliere un modello formativo tra pubblico e privato, mentre il Pd ha detto di essere contrario a una quota pro capite per ogni studente ma di voler mantenere l‘attuale sistema di finanziamento alle paritarie.

AUTONOMIA SCOLASTICA

Il Pd e la Sinistra arcobaleno dedicano, a differenza degli altri schieramenti, una parte del proprio programma al tema dell‘autonomia degli istituti scolastici

PD: autonomia facendo leva sulla responsabilità degli insegnanti nel definire gli specifici contenuti dell‘insegnamento, sulla valutazione sistematica dei risultati, sulla possibilità effettiva dei genitori di scegliere sul territorio la scuola e di partecipare consapevolmente alla sua gestione

SA: valorizzazione degli organi di governo della scuola come strumento di partecipazione e modifica del Titolo V della Costituzione.

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