2 gennaio 2008 / 08:17 / tra 10 anni

Parte a Milano la prima "pollution charge" contro lo smog

di Antonella Ciancio

<p>Nell'immagine di archivio auto in fila a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

MILANO (Reuters) - Chi inquina paga. Con questo criterio debutta a Milano la “pollution charge”, il controverso ticket anti-smog che da domani gli automobilisti dovranno pagare per entrare nel centro di Milano, tra le città con la qualità dell‘aria peggiore d‘Europa.

L’“Ecopass” -- che costa da 2 a 10 euro al giorno per le vetture più inquinanti fino all‘esenzione totale per i modelli più ecologici -- segna una novità rispetto alle misure, a pagamento e non, adottate finora in altre grandi città europee per decongestionare il traffico sulle strade.

Diversamente dalla “congestion charge” lanciata a Londra nel 2003 per ridurre gli ingorghi cittadini, la “pollution charge” è calcolata sulle quantità di gas emessi dagli scarichi delle auto, come il Pm10, il particolato sottile ritenuto tra i principali inquinanti dell‘aria.

Dopo Milano, sarà proprio Londra a sperimentare una sua “pollution charge”, sebbene in una prima fase riservata solo a bus e furgoni commerciali.

“L‘introduzione dell‘Ecopass contribuirà a ridurre ulteriormente l‘inquinamento (meno 30% di polveri nell‘aria) e il traffico in centro città, permettendo di aumentare la velocità dei mezzi pubblici e incentivando l‘uso degli stessi”, ha scritto il sindaco della città, Letizia Moratti, in una lettera mandata ai milanesi prima di Natale.

L‘Ecopass, che sarà sperimentato per un anno, consentirà di entrare -- dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 19,30 -- in una zona a traffico limitato delimitata dalla Cerchia dei Bastioni, estesa su 8,2 chilometri quadrati, pari al 4,5% del territorio comunale.

Il provvedimento interessa un totale di 89.000 persone, senza tenere conto dei veicoli che saranno esentati, il cui ingresso in città sarà monitorato da telecamere presso 43 varchi elettronici.

Dall‘operazione il Comune ha previsto introiti per 24 milioni di euro, inseriti nel bilancio 2008, i quali, salvo circa 7 milioni destinati alle spese di funzionamento, saranno investiti in nuovi mezzi per il trasporto pubblico locale e interventi per aree verdi e piste ciclabili.

“DA SOLO NON BASTA”

Ma l‘idea di pagare per circolare, sebbene positiva per la salute e l‘ambiente, non piace ad alcune associazioni di consumatori, contrarie al pagamento di quella che considerano una nuova tassa sull‘auto, e trova cauti gli esperti dell‘ambiente, convinti che questa soluzione da sola non basti a ripulire l‘aria.

“Noi riteniamo che per ridurre efficacemente l‘inquinamento dell‘aria a Milano bisogna agire su tutto il territorio padano. Bisogna estendere il raggio d‘azione”, ha detto a Reuters Guido Giuseppe Lanzani, responsabile del settore qualità dell‘aria dell‘Arpa Lombardia, l‘agenzia regionale per la protezione dell‘ambiente.

Il problema, ha spiegato Lanzani, è che le polveri sottili -- il cosiddetto PM10, che nell‘area milanese e non solo si attesta regolarmente ben al di sopra della soglia limite di 50 microgrammi per metrocubo al giorno -- è emesso come particelle dai tubi di scappamento solo per la metà.

L‘altra metà è presente nell‘atmosfera come particolato “secondario”, ovvero a seguito di reazione tra composti organici volatili, provenienti anche da altre fonti di inquinamento.

Pertanto, ha aggiunto Lanzani, “la scala su cui occorre fare il risanamento non può limitarsi al punto di emissione ma deve investire una scala più ampia”. A ciò si aggiunge che Milano, come l‘intero bacino padano, è svantaggiata anche dalla posizione geografica e dal clima.

“Il lombardo non è messo peggio come emissione pro-capite di cittadini virtuosi di altre zone d‘Europa. Non siamo meno virtuosi ma più sfortunati rispetto alla meteorologia”, ha aggiunto l‘esperto.

La stessa Moratti -- che risponde ai suoi detrattori che l‘Ecopass era nel programma elettorale con il quale è stata eletta lo scorso anno -- riconosce che “per migliorare la qualità della vita a Milano non bastano i progetti: c’è bisogno del coinvolgimento e della partecipazione di tutti i cittadini”.

E cita per quanto riguarda il verde, la prossima creazione di oltre 9 milioni di metri quadri di nuovi parchi e aree verdi, il potenziamento dei mezzi pubblici e il raddoppiamento delle piste ciclabili a 120 km entro il 2011.

CHI PAGA E CHI NO

Il ticket prevede cinque classi di inquinamento, ma non paga chi possiede veicoli Gpl, metano, elettrici e ibridi, benzina Euro 3, 4 o più recenti; diesel Euro 4 o più recenti con filtro antiparticolato omologato.

Esentati tra gli altri anche ciclomotori e motociclette, oltre a disabili, autoambulanze e veicoli che trasportano beni alimentari altamente deperibili.

Pagano invece auto e veicoli merci a benzina pre Euro (Euro 0), 1 e 2; auto diesel Euro 1, 2, e 3; merci diesel Euro 3; autobus diesel Euro 4 e 5; auto diesel pre Euro (Euro 0); merci diesel pre Euro (Euro 0),1 e 2; autobus diesel pre- Euro (Euro 0), 1 e 2 e 3. I diesel Euro 4 senza filtro antiparticolato sono esentati per tre mesi dal 2 gennaio 2008.

Veicoli e moto pre Euro e i diesel Euro 1 non possono in ogni caso accedere al centro di Milano per una ordinanza regionale e non potranno richiedere l‘Ecopass fino al 15 aprile.

“Queste classi di veicoli sono responsabili, insieme, del 90% delle emissioni di PM10 da traffico”, si legge nel sito web del comune www.comune.milano.it, che ha una sezione dedicata all‘Ecopass.

Le classi più inquinanti pagano ticket più salati. Si va dai due euro al giorno per la classe III, a cinque euro per la classe IV e a 10 euro per i veicoli classe V. Una riduzione spetta a chi sottoscrive forme di abbonamento, come i residenti nella zona, o un Ecopass giornaliero multiplo da 20, 50 o 100 euro.

Sulle modalità di acquisto del ticket, dopo che il cervellone per gli acquisti online è andato in tilt nei giorni scorsi, meglio rivolgersi a rivendite, sportelli Bancomat Intesa-SanPaolo e al numero verde 800437437.

Chi non si mette in regola entro il giorno successivo all‘infrazione rischia una multa da 70 euro a 275 euro.

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