28 gennaio 2009 / 15:31 / 9 anni fa

PUNTO 1 - Fmi taglia stime crescita, allarme rischi deflazione

(Unisce pezzi precedenti, aggiunge dettagli)

WASHINGTON, 28 gennaio (Reuters) - Il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le previsioni di crescita dell‘economia mondiale lanciando un allarme sui rischi di una deflazione crescente.

Nell‘ambito del World Economic Outlook diffuso oggi l‘Fmi stima una crescita economica globale nel 2009 dello 0,5%, il livello più basso dalla Seconda Guerra Mondiale, rivista al ribasso dalla precedente previsione di novembre del 2,2%.

“Nonostante gli ampi interventi di politica economica, le tensioni finanziarie rimangono acute, spingendo al ribasso l‘economia reale”, si legge nel report di aggiornamento delle previsioni del Fondo.

“Una ripresa sostenuta dell‘economia non sarà possibile fino a quando non verrà ripristinata la funzionalità del settore finanziario i mercati del credito non si sbloccheranno”, aggiunge.

Le previsioni sono ancora peggiori per i paesi avanzati come gli Usa e l‘area euro le cui economia sono viste in contrazione dell‘1,6% e del 2% rispettivamente.

L‘unica fonte di crescita, spiega l‘Fmi, potrebbero essere le economie emergenti che dovrebbero espandersi del 3,3% nell‘anno in corso e del 5% nel prossimo, proiezioni che sono tuttavia ben sotto le stime fatte meno di tre mesi fa. Una graduale ripresa a livello globale è attesa per il 2010 quando la crescita dovrebbe attestarsi attorno al 3%.

Sull‘outlook rimane comunque un‘elevata incertezza anche perchè il ritmo e la tempistica della ripresa dipendono dalle misure di politica economica adottate dai governi, spiega l‘Fmi.

“A questo scopo, sono necessarie nuove iniziative per una identificazione affidabile delle perdite su crediti, per una classificazione delle società finanziarie secondo la solvibilità a medio termine e per fornire sostegno pubblico a istituzioni solventi attraverso iniezioni di capitale e l‘eliminazione degli asset cattivi”.

Secondo l‘Fmi i rischi di deflazione sono aumentati a causa della caduta del settore immobiliare in molte economie e della crisi finanziaria globale, ma il risultato più probabile è che l‘economia mondiale eviterà una forte caduta dei prezzi, come ha già fatto vedere nel 2002-2003.

Relativamente al settore bancario il Fondo ritiene cruciale che gli asset tossici vengano eliminati dal sistema e che siano necessarie delle ricapitalizzazioni.

In particolare agli istituti americani ed europei servono almeno 500 miliardi dollari di capitali freschi per affrontare le svalutazioni nel 2009-010.

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