27 gennaio 2009 / 13:52 / tra 9 anni

PUNTO 1 -Italia,Prometeia vede Pil 2009 a -2,3%, deficit al 4,5%

(aggiunge dettagli da comunicato, confronto)

MILANO, 27 gennaio (Reuters) - Prometeia ha rivisto al ribasso le previsioni sul Pil e sul deficit dell‘Italia per quest‘anno, indicando uno scenario molto difficile per l‘economia.

Il Pil è visto scendere del 2,3% quest‘anno, dopo la flessione dello 0,6% nel 2008. Nell‘ottobre scorso, Prometeia aveva diffuso un rapporto in cui parlava di una contrazione dell‘economia dello 0,4% nel 2009, dopo una flessione dello 0,2% nel 2008.

Il rapporto diffuso oggi, si legge in un comunicato, riporta che l‘Italia registrerà una crescita media dello 0,7% calcolata su un orizzonte di due anni, per il 2010 e il 2011.

Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil, Prometeia lo vede salire con decisione al 4,5% quest‘anno dopo un 2,9% nel 2008. A ottobre, Prometeia si attendeva un deficit di 2,9% quest‘anno, in lieve rialzo dal 2,6% del 2008.

Secondo il centro studi, “la recessione non ha ancora sviluppato tutte le potenzialità negative” e le politiche fiscali espansive messe in atto dai governi non produrranno effetti “prima della prossima estate”.

Il ritorno alla crescita è visto solo nel 2010, con un Pil in “lento recupero” e un‘inflazione che “si allontanerà dallo zero”.

Il rapporto di Prometeia parla di prezzi delle materie prime e del petrolio attorno ai livelli attuali per tutto l‘anno in corso, con benefici conseguenti sulle capacità di spesa di famiglie e imprese.

A livello mondiale, il think-tank vede una crescita del Pil 2009 dello 0,7%, con una contrazione del commercio dell‘1,4%. In Europa, Prometeia vede una Germania in sofferenza per via della riduzione delle esportazioni, mentre Regno Unito e Spagna pagheranno dazio alla maggiore esposizione alla crisi immobiliare e finanziaria. Meglio la Francia.

L‘Italia “potrebbe allinearsi nella caduta alla Germania”, sia a causa dell‘interdipendenza con Berlino sul fronte dell‘export e degli investimenti, sia per via dell‘entità inferiore degli interventi di finanza pubblica.

Se confermate, le stime porterebbero a una perdita di 3,4 punti percentuali per il Pil italiano fra il 2008 e quest‘anno, una recessione simile a quella registrata nel 1975 e inferiore a quella del 1993. Il problema è che la ripresa sarà più lenta rispetto alle crisi precedenti.

Forte impatto sull‘occupazione, vista calare del 2,1% nel 2009. Il livello di occupazione media dell‘anno scorso non sarà raggiunto fino al 2011.

Prometeia non vede profilarsi lo spettro della deflazione, salvo per il Giappone.

La ripresa, stimolata dalle politiche fiscali, è vista partire lentamente dall‘anno prossimo, ma il rapporto non esclude a priori uno scenario di recessione che si protrae nel 2010. Se così fosse, il rischio è di una stagnazione dell‘economia sino al 2013.

D‘altro canto, Prometeia riporta anche l‘ipotesi di una ripresa più rapida, sostenuta dalle politiche fiscali e da una ritrovata fiducia, alimentata anche dal nuovo presidente Usa. In questo scenario, l‘Italia crescerebbe dell‘1,5% nel 2010.

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