26 agosto 2009 / 14:27 / 8 anni fa

G20 Londra, focus exit strategy, ma squilibri globali riemergono

di Sumeet Desai

LONDRA, 26 agosto (Reuters) - La crisi è forse agli sgoccioli, ma i rappresentanti dei 20 maggiori paesi a livello globale che si riuniranno la prossima settimana nel meeting del 4-5 settembre a Londra non potranno fare a meno di affrontare nuovamente il tema dei fragili equilibri dell‘economia mondiale.

Dall‘ultimo incontro ad aprile, la parte peggiore della recessione sembra ormai alle spalle, con i mercati più ottimisti e con i dati sul secondo trimestre di diversi paesi che mostrano un ritorno alla crescita.

Ai primi posti dell‘agenda dovrebbe rientrare la discussione sulle ‘exit strategy’ dagli ingenti stimoli fiscali e monetari. Tuttavia, commentatori ed economisti ritengono che il dibattito sugli squilibri globali riemergerà con il ritorno delle politiche economiche alla normalità.

“E’ vitale che i paesi abbiano una strategia di uscita, ma gli interventi [di stimolo] devono restare in campo per tutto il tempo necessario”, ha detto a Reuters una fonte del governo inglese.

Del resto dalla riunione dei maggiori banchieri centrali a Jackson Hole la settimana scorsa è filtrato un messaggio analogo: le misure straordinarie a sostegno dell‘economia non vanno ritirate troppo presto.

Oltre a convincere i mercati di avere a disposizione piani credibili per ritirare le misure senza danneggiare la ripresa, il vertice di Londra dovrà anche discutere degli squilibri globali, ammoniscono gli analisti.

“Exit strategies e squilibri globali saranno i due argomenti al centro dell‘incontro”, commenta Gerard Lyons, economista capo di Standard Chartered a Londra.

Come presidente del G20, il primo ministro inglese Gordon Brown ha sottolineato che l‘economia mondiale è alla ricerca di ‘future fonti di crescita’, ovvero di una modalità di sopravvivenza dell‘economia globale che non si basi soltanto sui consumatori americani.

Trovare una risposta a questa domanda, commentano gli economisti, potrebbe dare una direzione al cammino dell‘economia mondiale nel prossimo decennio.

RISOLVERE GLI SQUILIBRI

Sebbene sulla carta ci sia da tempo consensus sulla necessità di maggiori risparmi per i paesi con deficit consistenti e di maggiori spese per quelli con più surplus, in pratica è difficile ottenere questo risultato.

Finora infatti la crisi non sembra aver cambiato le tendenze preesistenti dei paesi in avanzo.

Eppure verosimilmente non avranno grande spazio nel meeting alcuni dei problemi che mantengono in vita gli squilibri, come il permanere di valute asiatiche sottovalutate, tra le quali spicca lo yuan cinese.

“Le valute sono chiatamente una parte importante della storia” dice Lyons. Tuttavia funzionari e diplomatici hanno indicato che nell‘agenda ufficiale non figurerà alcun argomento legato direttamente a possibili modifiche dell‘attuale equilibrio valutario.

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