1 agosto 2011 / 13:53 / tra 6 anni

Italia, export manifattura 5 mesi +17%, come Germania -studio

MILANO, 1 Agosto (Reuters) - L‘export manifatturiero italiano è cresciuto nei primi cinque mesi dell‘anno del 17%, al netto del settore energetico, un dato di poco inferiore all‘analogo risultato tedesco (+17,7%).

Lo rivela uno studio di Prometeia e Intesa Sanpaolo, che, se da una parte vede la conseguenza di un buon andamento del fatturato nello stesso periodo, dall‘altra delinea anche ombre sulla crescita nella seconda parte del 2011.

Trainato dall‘export, il fatturato complessivo del settore manifatturiero ha visto una crescita a due cifre da gennaio a maggio, rispetto allo stesso periodo dell‘anno precedente. Resta lento invece il passo sul mercato nazionale, dove la domanda è debole.

SPICCANO SETTORI METALLURGIA, LARGO CONSUMO, FARMACEUTICA

Sul versante export, l‘Analisi dei Settori Industriali a cura di Prometeia evidenzia come in diversi comparti l‘accelerazione sia pari o persino superiore a quella dei prodotti made in Germany.

In particolare a crescere più del mercato tedesco sono la metallurgia, il largo consumo e la farmaceutica. Per questi settori si registra una maggiore vivacità dell‘export tricolore rispetto a quello teutonico. Buoni risultati anche per l‘elettrotecnica, gli intermedi chimici, la moda e l‘elettronica.

Al di sotto delle performance tedesche invece risultano i comparti auto, metalli e meccanica. Ultimi nel confronto i settori produttori di mobili ed elettrodomestici.

ALCUNI SETTORI TORNATI A LIVELLO PRE-CRISI 2008

Il buon risultato sulle esportazioni ha riportato il fatturato di alcuni settori ai livelli pre-crisi del 2008, facendo migliorare la bilancia commerciale.

A livello globale, il fatturato manifatturiero ha registrato +11,1% a maggio 2011, sostenuto anche dal rialzo dei prezzi.

Per alcuni settori, come farmaceutica, largo consumo e alimentare, questo ha significato superare i livelli di fatturato del maggio 2008. In recupero anche gli intermedi chimici, che in particolare “hanno potuto beneficiare della ricostituzione delle scorte a livello mondiale e del rialzo dei prezzi internazionali delle commodity”, e l‘elettronica, “per l‘effetto statistico del confronto con una prima parte del 2008 già molto depressa”, dice il rapporto.

Sulle prospettive della seconda parte dell‘anno, lo studio Prometeia mette in gioco l‘incertezza dei mercati internazionali e l‘impatto delle manovre sul debito europeo come cause che potrebbero rallentare la crescita delle imprese italiane.

“L‘evoluzione positiva del fatturato potrebbe rallentare nella seconda parte del 2011, scontando anche l‘elevata incertezza che sta caratterizzando i mercati internazionali, che rende difficile la costruzione di piani e visioni a medio lungo termine”, dice il rapporto.

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