16 settembre 2010 / 09:21 / 7 anni fa

PUNTO 2-Confindustria taglia Pil 2011, disoccupati oltre 9%

* Pil 2010 confermato a 1,2%, a fine anno 480.000 posti in

meno dal 2008

* Marcegaglia sollecita governo a maggiore attenzione su

economia

* Economia sommersa ha superato 20% del Pil

(Riscrive in parte, aggiunge dichiarazioni Marcegaglia) di Giuseppe Fonte

ROMA, 16 settembre (Reuters) - La Confindustria rivede al ribasso la crescita italiana per il 2011 a 1,3% da 1,6%, conferma l‘aumento dei disoccupati oltre il 9% il prossimo anno e rivede al rialzo al 20% la stima sull‘economia sommersa.

Confermata, rispetto all‘ultimo rapporto di giugno, all‘1,2% la crescita per il 2010.

E’ quanto prevede il Centro studi di viale dell‘Astronomia in attesa del nuovo quadro macro governativo (le ultime stime sul Pil 2010 e 2011 sono rispettivamente 1% e 1,5%).

La correzione del Pil per il prossimo anno, spiega il rapporto del Csc, deriva principalmente da due fattori. Primo, il rallentamento della crescita globale previsto per la parte finale dell‘anno in corso e per inizio 2011. Secondo, la “significativa decelerazione dell‘economia” Usa, dove si preannuncia “una dinamica molto fiacca nei prossimi due trimestri”.

Tuttavia, il rapporto avverte che le previsioni sono ispirate a cautela, “non si escludono cioè sorprese verso l‘alto, cui anzi si assegna una probabilità maggiore che a quelle verso il basso”.

Restano i nodi strutturali da affrontare per il rilancio dell‘economia italiana: “Di questo passo i valori medi del 2007 non si raggiungeranno prima del 2013. E’ più di un‘impressione che ci sia stata una perdita permanente di attività e domanda”.

GOVERNO SI CONCENTRI SU TEMI ECONOMIA

“Probabilmente il peggio è alle spalle ma siamo ancora in una situazione incerta. Chiediamo ora al governo e alle altre parti sociali che ci si concentri sui temi dell‘economia e dello sviluppo”, ha commentato la presidente degli industriali Emma Marcegaglia.

Quanto al quadro di finanza pubblica, Confindustria conferma la stima di deficit al 5,1% del Pil nel 2010 e al 4,1% nel 2011.

Ritoccato al rialzo il rapporto debito/Pil, che viene stimato al 118,8% nel 2010 (dal precedente 118,5%) e al 119% nel 2011 (dal 118,9%).

Il saldo primario viene sempre visto a -0,5% nel 2010 mentre il 2011 dovrebbe chiudere in positivo allo 0,6%, 0,3 punti al di sotto della precedente previsione.

2010 CHIUDERÀ CON 480.000 POSTI DI LAVORO IN MENO IN 3 ANNI

Per il Csc il tasso di disoccupazione si attesterà in media d‘anno all‘8,6% nel 2010 e al 9,1% nel 2011 (dal precedente 9,2%).

Il Csc stima in particolare che il 2010 si chiuderà con 480.000 persone occupate in meno rispetto a inizio 2008, al netto degli immigrati regolarizzati.

Dei 480.000 in totale, circa 30.000 lavoratori dovrebbero perdere il proprio impiego tra giugno e dicembre, ha spiegato più in dettaglio il direttore del Centro Luca Paolazzi.

“La creazione di posti di lavoro si rafforzerà progressivamente nel 2011, ma anche allora la variazione netta dell‘occupazione sarà negativa a causa degli esuberi rimandati grazie al ricorso alla Cig durante la crisi”, spiega il Csc, che vede il tasso di disoccupazione raggiungere il 9,3% a fine 2011.

Preoccupa anche l‘incremento della durata della disoccupazione, fenomeno che non colpisce solo l‘Italia ma anche i principali partner europei.

I disoccupati da almeno sei mesi, dice Confindustria, sono arrivati a rappresentare il 5,7% della popolazione attiva in Italia e il 6,2% nella media dell‘area euro.

SOMMERSO OLTRE 20% DEL PIL

Secondo Confindustria l‘economia sommersa ha oltrepassato il 20% del Pil nel 2009.

La stima si confronta all‘ultima previsione dell‘Istat che indicava per il 2008 un peso del sommerso sull‘economia compreso tra il 16,3% e il 17,5% del Pil.

“Tale quota corregge nettamente al rialzo le valutazioni dello stesso Csc e di conseguenza l‘importo dell‘evasione va proiettato su valori molto superiori ai 125 miliardi indicati negli scenari economici di giugno”, spiega il Csc.

Anche la pressione fiscale effettiva (che si ottiene facendo il rapporto tra la somma di tasse e contributi versati e il Pil emerso) viene rivista al rialzo e posta sopra il 54% nel 2009, contro il 51,4% indicato a giugno.

Per Confindustria i settori con maggiore concentrazione di evasione sono l‘agricoltura e i servizi, mentre “molto meno rilevante è il reddito sottratto al fisco nell‘industria in senso stretto”.

“La presenza del sommerso è al Sud pari al doppio che al Nord”, aggiunge il Centro studi di Confindustria.

“E’ probabile, poi, che la recente espansione del sommerso sia stata determinata anche dall‘abolizione nel 2008 di buona parte delle norme antievasione introdotte negli anni precedenti”.

“A riconoscimento dell‘efficacia di quelle misure potrebbe giocare il loro parziale ripristino avvenuto con il decreto 78 del 2010” sulla manovra correttiva, continua il rapporto.

Anche la Marcegaglia si sofferma con i cronisti sul pacchetto antievasione della manovra, che “dovrebbe dare buoni risultati”. La presidente degli industriali chiede al governo di destinare a imprese e lavoratori parte degli introiti raccolti con il contrasto all‘evasione.

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