31 maggio 2010 / 11:46 / tra 8 anni

PUNTO 2-Evasori primi responsabili di macelleria sociale -Draghi

(aggiunge altri passaggi dalle Considerazioni finali di Draghi in coda)

ROMA, 31 maggio (Reuters) - Sono gli evasori fiscali, con il gettito che non versano allo Stato, i primi responsabili di quella che viene definita ‘macelleria sociale’.

A dirlo è il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, intervenendo a braccio nel corso delle sue considerazioni finali all‘assemblea annuale di Via Nazionale.

Sulla base di dati di contabilità nazionale incrociati con le dichiarazioni dei contribuenti, tra il 2005 e il 2008 è stato evaso gettito IVA per oltre 30 miliardi all‘anno, ha detto Draghi.

“Macelleria sociale è un‘espressione rozza ma efficace. Ecco, io credo che siano gli evasori i primi responsabili di quella che viene definita macelleria sociale” ha detto il governatore dopo aver ricordato che “l‘evasione fiscale è un freno alla crescita perché richiede tasse più elevate per chi le paga”.

Draghi cita alcuni dati che mostrano la differenza più elevata della pressione fiscale in Italia rispetto alla media europea.

“Il cuneo fiscale sul lavoro è di circa 5 punti superiore alla media degli altri Paesi dell‘area dell‘euro, il prelievo sui redditi da lavoro più bassi e quello sulle imprese, includendo l‘Irap, sono più elevati di 6 punti. Secondo stime dell‘Istat, il valore aggiunto sommerso ammonta al 16% del Pil”, ha detto Draghi.

“Confrontando i dati della contabilità nazionale con le dichiarazioni dei contribuenti, si può valutare che tra il 2005 e il 2008 il 30 per cento della base imponibile dell‘Iva sia stato evaso: in termini di gettito, sono oltre 30 miliardi l‘anno, 2 punti di Pil”, ha aggiunto.

Draghi denuncia anche gli effetti perversi delle “relazioni corruttive tra soggetti privati e amministrazioni pubbliche, in alcuni casi favorite dalla criminalità organizzata”.

“Le periodiche graduatorie internazionali collocano l‘Italia in una posizione sempre più arretrata. Studi empirici mostrano che la corruzione frena lo sviluppo economico”, ha detto il governatore.

“Stretta è la connessione tra la densità della criminalità organizzata e il livello di sviluppo: nelle tre regioni del Mezzogiorno in cui si concentra il 75% del crimine organizzato il valore aggiunto pro capite del settore privato è pari al 45% di quello del Centro Nord”.

Prosegue intanto l‘azione di prevenzione e contrasto al riciclaggio: “L‘Unità di informazione finanziaria e la Vigilanza hanno intensificato la cooperazione con l‘Autorità giudiziaria e le forze dell‘ordine, soprattutto nei casi in cui più forte è la connessione con indagini penali”.

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