28 aprile 2010 / 08:41 / 8 anni fa

Italia, occupati 2009 57,5%, 7 punti in meno che media Ue -Istat

ROMA, 27 aprile (Reuters) - Il tasso di occupazione italiano si attesta nel 2009 al 57,5%, un valore inferiore di oltre sette punti percentuali rispetto alla media europea, pari al 64,6%.

Lo sottolinea l‘Istat spiegando che inoltre il tasso mostra un calo di 1,2 punti percentuali rispetto al 2008.

A livello regionale la stima più elevata del tasso di occupazione si registra in Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige (68,5% in entrambi i casi) e Valle d‘Aosta (67,0%). La più bassa in Campania (40,8%), Calabria (43,1%) e Sicilia (43,5%).

“In tutte le regioni meridionali i tassi di occupazione delle donne sono contenuti e, in ogni caso, inferiori al dato medio nazionale. In Campania, Sicilia, Puglia e Calabria si stima che la quota delle donne occupate tra i 15 e i 64 anni sia inferiore alla metà di quella dell‘Emilia-Romagna”, aggiunge l‘Istat.

Il tasso di disoccupazione sale nel 2009 dal 6,7% al 7,8%, contro l‘8,9% registrato nell‘Unione europea a 27 Paesi.

“In confronto alla Ue, il valore più basso del tasso di disoccupazione si associa ad un più elevato indicatore di inattività, il cui tasso si posiziona al 37,6% (28,9% nella media Ue)”, spiega l‘Istat.

Le regioni con il tasso di disoccupazione più alto sono Sicilia (13,9%), Sardegna (13,3%) e Campania (12,9%). Quelle con il più basso Trentino-Alto Adige (3,2%) e Valle D‘Aosta (4,4%). In confronto al 2008, la Calabria è l‘unica regione del Mezzogiorno in cui non si registra una crescita della disoccupazione.

“Nella disaggregazione per genere, la Sicilia segnala il tasso di disoccupazione più elevato sia per la componente maschile sia per quella femminile, il Trentino-Alto Adige quello più basso per entrambi i generi”, dice l‘Istat.

Pesante la disoccupazione giovanile, il cui tasso passa dal 21,3% del 2008 al 25,4% del 2009.

“A livello territoriale le regioni meridionali mostrano i livelli più alti, soprattutto Sardegna, Sicilia e Basilicata (con valori pari rispettivamente al 44,7%, 38,5% e 38,3%; Tavola 4). Il Lazio è l‘unica regione del Centro-nord a presentare un tasso superiore alla media nazionale”.

Per la componente maschile il tasso più elevato si registra in Sardegna, con un valore cinque volte superiore a quello del Trentino-Alto Adige. In tre regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Sardegna, Sicilia) il tasso di disoccupazione giovanile delle donne è ben oltre il 40% e sfiora il 50% in Basilicata.

Nel 2009 il tasso di inattività delle persone tra i 15 e i 64 anni si è attestato al 37,6%, sei decimi di punto in più rispetto al 2008.

“L‘indicatore si conferma molto elevato in tutte le regioni meridionali; di contro, le regioni con i valori più contenuti sono l‘Emilia-Romagna, il Trentino-Alto Adige e la Valle d‘Aosta, con meno di tre inattivi ogni 10 persone tra i 15 e i 64 anni. In Calabria e in Campania quasi quattro uomini ogni dieci in età lavorativa sono classificati tra le non forze di lavoro mentre in Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino-Alto Adige l‘indicatore si posiziona poco sopra il 21%”, dice Istat.

“Il tasso di inattività risulta particolarmente elevato per la componente femminile, specie nel Mezzogiorno dove è sempre superiore al 50%. Il valore della Campania (68,7%) è quasi doppio in confronto a quello dell‘Emilia-Romagna (34,9%)”.

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