26 gennaio 2010 / 12:06 / tra 8 anni

PUNTO 1 - Italia, fiducia consumatori Isae gennaio cala a 111,7

(riscrive integrando dati Isae, aggiunge commenti, dati Istat vendite al dettaglio)

MILANO, 26 gennaio (Reuters) - Inversione di rotta dell‘indice della fiducia dei consumatori Isae che, dopo due rialzi consecutivi, cala a gennaio a 111,7 dal 113,7 di dicembre e sotto le attese degli analisti a 113,5. A trascinare l‘indice al ribasso sono state soprattutto le previsioni per i prossimi mesi e in particolare i timori su disoccupazione e inflazione, secondo gli analisti consultati da Reuters dopo l‘uscita dei dati dell‘Isae.

L‘indice aggregato dell‘istituto di ricerca che valuta le attese degli italiani per i prossimi mesi è sceso a 101,1 da 106,3.

“Il dato sulla fiducia dei consumatori è molto sotto le attese e peggiore di quello di dicembre, a causa del calo delle componenti prospettiche legato soprattutto alle attese di disoccupazione”, spiega Carmela Pace, economista di Mps Capital Services.

Il sondaggio Isae registra infatti un balzo delle attese di incremento della disoccupazione, che passano a 83 da 76 della scorsa rilevazione.

Lo scorso novembre, secondo gli ultimi dati dell‘Istat, il tasso di disoccupazione aveva toccato i massimi da marzo 2004, salendo all‘8,3%.

Oltre all‘inflazione, preoccupa gli italiani il rialzo dei prezzi. ”Da un lato pesano i timori occupazionali, dall‘altro si prevede un ritorno all‘inflazione“, spiega Paolo Mameli, economista di Intesa SP, che sottolinea come siano peggiorate le opinioni sul quadro economico generale (a 88,8 da 92,4), mentre abbiano retto quelle sulla situazione personale (a 123,4 da 123,7)”.

“Negli scorsi mesi il calo dell‘inflazione aveva sostenuto la fiducia, ma a gennaio si è tornati a prevedere un leggero rialzo dell‘inflazione passata e le attese sui prezzi, pur restando negative, sono aumentate rispetto alle ultime rilevazioni”, precisa l‘economista.

Il comunicato dell‘Isae mette in evidenza che a gennaio prevalgono di nuovo, dopo quattro mesi, le opinioni di chi ritiene che i prezzi negli ultimi 12 mesi siano aumentati rispetto a coloro che li ritengono stabili o in calo.

A dicembre il tasso di inflazione annuo era leggermente cresciuto, dello 0,2%, mentre l‘inflazione media annua del 2009 non è andata oltre lo 0,8%. Il dato Cpi preliminare di gennaio è previsto per venerdì prossimo.

CALANO ANCHE LE PREVISIONI DI SPESA

Dal lato dei consumi si registra la stessa tendenza: mentre recupera leggermente la convenienza presente all‘acquisto, calano le intenzioni di spesa per i prossimi mesi. In particolare, secondo il sondaggio Isae, diminuiscono coloro che intendono acquistare un‘automobile o un‘abitazione, anche se aumentano le intenzioni di spesa per la manutenzione.

“Anche sulla componente relativa alle spese della famiglia c’è un peggioramento della componente prospettica. Tra le cause potrebbe esserci la salita del prezzo del petrolio, il tasso di disoccupazione molto elevato e la finanziaria, che ha ancora punti non chiari come ad esempio sul prolungamento incentivi”, spiega Pace.

CAUTELA SULL‘INDICE CHE MISURA LA FIDUCIA

Il dato sulla fiducia dei consumatori è tuttavia da analizzare con cautela, perchè non inverte il trend di medio periodo e spesso non ha una stretta correlazione con i dati reali.

“La fiducia dei consumatori resta nel trend, che dal minimo raggiunto nel 2008 ha visto una progressiva risalita. Inoltre negli ultimi mesi si è registrata una bassa correlazione tra fiducia e vendite al dettaglio”, spiega Mameli. Anche per Pace un unico dato non è sufficientemente significativo. “Bisogna aspettare il prossimo dato, è troppo presto per parlare di inversione di tendenza. Potrebbe essere anche una correzione dopo il forte aumento registrato a dicembre. Bisognerà aspettare il dato di febbraio, se c’è nuovo calo allora probabilmente vedremo un effetto sulle vendite al dettaglio”, spiega l‘economista di Mps. Proprio oggil‘Istat ha comunicato il dato sulle vendite al dettaglio di novembre, che hanno registrato una variazione nulla su ottobre e di -1,3% su anno.

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