April 12, 2019 / 7:05 AM / in 3 months

PUNTO 1-Italia supererà esame Ue su debito - Tria a stampa

(Aggiunge altre dichiarazioni)

ROME, 12 aprile (Reuters) - L’Italia riuscira’ a superare l’esame di Bruxelles sul debito pubblico, ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria, nonostante gli ultimi dati ufficiali del governo indichino un trend ancora in crescita.

Nel Documento di economia e finanza (DEF) approvato a inizio settimana il Tesoro ha indicato per il 2019 un debito al 132,6% del Pil dal 132,2% nel 2018, rapporto che si dovrebbe ridurre al 131,3% nel 2020.

“Ho buoni motivi per credere che, grazie agli ultimi provvedimenti, alle proiezioni contenute nel Def e all’aggiustamento del deficit strutturale, l’esame sara’ superato anche questa volta”, ha detto il ministro in una intervista al Messaggero.

Roma ha sfiorato una procedura di infrazione lo scorso anno per il mancato rispetto delle regole europee sul bilancio.

Con l’ingresso del paese in recessione tecnica nella seconda meta’ del 2018 il quadro dei conti pubblici si e’ ulteriormente deteriorato e nel DEF il governo ha rivisto al rialzo anche il disavanzo per l’anno in corso al 2,4% dal 2,04%. Il disavanzo strutturale, ossia al netto del ciclo e delle una tantum, e’ visto a 1,5% nel 2019.

Il governo, che ha gia’ varato un serie di misure per sostenere la ripresa economica, sta mettendo a punto un decreto per sbloccare 87 miliardi di investimenti, ha detto Tria, secondo il quale “non sara’ necessaria alcuna manovra correttiva nel senso tradizionale del termine”.

“Con il DEF approvato siamo in grado di soddisfare in pieno gli impegni con Bruxelles. Anzi non escludo un miglioramento del deficit strutturale se anche fosse dello 0,1%”, ha aggiunto il ministro.

Con la legge di bilancio del 2020 il Tesoro dovra’ trovare oltre 20 miliardi di euro per scongiurare un aumento dell’IVA che i partiti di maggioranza hanno piu’ volte escluso, e le risorse necessarie per iniziare a ridurre le imposte per le famiglie come promesso nel contratto di governo.

Secondo indiscrezioni giornalistiche il ministro Tria, un accademico senza affiliazioni politiche, avrebbe suggerito di lasciare aumentare l’Iva per finanziare tagli al reddito. Ipotesi che lo stesso ministro ha smentito.

Nell’intervista al Messaggero, il ministro si limita ad osservare che “il taglio dell’Irpef e’ un atto di giustizia necessario, soprattutto per i ceti medi. Quindi sicuramente interverremo, il come lo vedremo in autunno”.

Il reddito di cittadinanza, una misura di sostegno al reddito per i piu’ bisognosi in vigore da quest’anno, comportera’ un allargamento della platea di coloro che cercano lavoro di almeno 500.000 soggetti che oggi sono “dormienti”, ha spiegato il ministro.

“Questo determinera’ un aumento della disoccupazione nei prossimi anni. Vedra’ pero’ che alla fine del periodo il numero degli occupati sara’ assai superiore in valore assoluto”, ha aggiunto Tria.

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